Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Napoletani scomparsi in Messico: rapiti dalla polizia, venduti ai narcos, ora la beffa dei giudici

Seguici su
Un calvario lacrimoso per i familiari, una dimostrazione di impotenza per la Farnesina e un macigno di responsabilità per le autorità messicane. Al dramma dei tre napoletani scomparsi da due anni in Messico ora si aggiunge anche la beffa – scarcerato il boss che ordinò il rapimento mentre il Governo italiano resta a guardare.

Una delle storie più drammatiche degli ultimi anni, eppure, anche una delle meno seguite dai media nonché dalla Farnesina. E’ lo stesso avvocato delle famiglie, il rappresentante per l'Italia dell'Organizzazione Mondiale degli Avvocati Claudio Falleti, a dichiarare al quotidiano Il Mattino nel modo più chiaro e lapalissiano possibile:

“L'attenzione è stata alta solo nell'immediatezza dei fatti. Poi si sono dimenticati dei loro connazionali. Siamo ancora in attesa di una chiamata della Farnesina e di una solidarietà che non è mai stata espressa da coloro che ci rappresentano. Ribadisco con forza il concetto che ci sono cittadini di serie A e serie B (...) Se un rappresentante delle forze dell'ordine italiane avesse venduto un cittadino di un altro Paese alla malavita, l'Italia sarebbe stata attaccata, accusata, umiliata. Succede il contrario e a noi va bene così”.

La storia di Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino

Ricostruiamo la drammatica storia dei nostri connazionali. Raffaele Russo, Antonio Russo e Vincenzo Cimmino, scomparvero in Messico nella regione di Jaliscolo il 31 gennaio 2018. Successive indagini dimostrarono che con ogni probabilità vennero rapiti dalla corrotta polizia locale per essere venduti per pochi denari (l’avvocato Falleti sostiene per una somma corrispondente a circa 43 euro ad ostaggio) al boss locale Josè Guadalupe Rodriguez Castillo detto ‘el Quince’.

I familiari tentarono in tutti i modi di attirare l’attenzione di media e autorità sul caso – cercarono ripetutamente udienza alla Farnesina, per poi finire addirittura nell’ottobre del 2018 ad inscenare una clamorosa protesta alla stazione di Napoli centrale che valse tre denunce per aver bloccato sui binari due Frecciarossa. Nonostante gli sforzi, che perdurano, mai alcuna attenzione, per intendersi ‘alla Regeni’, venne mai mostrata da alcuno.

​Ora la beffa

Ebbene, notizia di oggi, è la protesta dell’avvocato delle famiglie che accusa il fatto che proprio quel Josè Guadalupe Rodriguez Castillo alias ‘el Quince’, arrestato nel luglio del 2018 con l'accusa di essere il responsabile della sparizione dei tre connazionali, sarebbe tornato in libertà. Il noto criminale, responsabile per altro di innumerevoli ulteriori traffici, sparizioni e omicidi, risulta rilasciato dalla giustizia messicana senza una nota di protesta da parte della Farnesina.

Il legale delle famiglie Russo e Cimmino conclude la sua arringa mediatica sul giornale napoletano nella speranza di cogliere, almeno questa volta, l’attenzione necessaria a tenere vivo il caso e lasciare ancora almeno una speranza alle famiglie rivolgendo un appello a tutte le autorità sia italiane che messicane. Dopo due anni di Antonio, Raffaele e Vincenzo ancora non si sa nulla, e sembra quasi che, familiari a parte, nulla interessi.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала