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Anche gli asteroidi possono avere la ‘luna storta’

CC0 / Pixabay / Asteroide
Asteroide - Sputnik Italia
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L’asteroide denominato 2020 BX12 ha incrociato la strada del nostro pianeta la scorsa settimana. Un asteroide piuttosto grande ma non potenzialmente pericoloso, visto che è transitato a più di 4 milioni di chilometri da noi. Per quale motivo allora il suo passaggio ha attratto le attenzioni degli astronomi di tutto il mondo?

4,3 milioni di chilometri di distanza dalla Terra, per l’esattezza, in pratica 11 volte la distanza dalla Luna. Per altro le sue dimensioni non sarebbero state comunque da estinzione. Una roccia intorno ai 200 metri di diametro, non oltre. Ragguardevole, certo, ma molto meno del meteorite che estinse i dinosauri, stimato intorno ai 12 km. Velocità piuttosto elevata, bisogna dire, 90mila km all’ora, di solito viaggiano tra i 50/70mila. Comunque la traiettoria di 2020 BX12 non è mai stata di quelle da impensierire sul serio gli scienziati, anche se la NASA lo classifica tra i PHAS – Potentially Hazardous Asteroids. BX12 fa parte di quel gruppo di asteroidi chiamati Apollo che hanno un’orbita piuttosto ellittica e che girano intorno al Sole incrociando l’orbita di Mercurio al perielio (punto più vicino al Sole) e allontanandosi oltre l’orbita di Marte all’afelio (punto più lontano). Gli astronomi calcolano per altro che più di così non si avvicinerà alla Terra per almeno i prossimo 90 anni, dato che i passaggi a venire, ogni due anni circa, sono previsti in allontanamento per lungo tempo. A giugno dovrebbe incrociare Marte, ma anche col pianeta rosso si terrà a debita distanza. Cos’è allora che ha attirato l’attenzionde degli scienziati?

Ebbene, mentre passava, gli astronomi del Planetary Radar Science Group di Puerto Rico, osservando le foto, si sono accorti che BX12 non era solo. Intorno all’asteroide pare proprio che ruoti una piccola luna – appena 70 metri di diametro. Piccola in realtà per modo di dire, se consideriamo che l’evento di Tunguska pare sia stato causato da una cometa intorno ai 60 metri massimo di diametro che viaggiava a 50mila km/h.

"L'analisi preliminare suggerisce che l'asteroide primario sia un oggetto sferico di almeno 165 metri di diametro che ruota approssimativamente una volta ogni 2,8 ore o meno. Il satellite che gli ruota intorno dovrebbe avere un diametro di circa 70 metri e compiere una rotazione intorno al corpo primario una volta ogni 49 ore circa massimo. La distanza tra i due corpi è di almeno 360 metri, come osservato il 5 febbraio", hanno scritto gli astronomi dell’osservatorio in una relazione”.

La massa di questo satellite però non è poi così inferiore rispetto a quella dell’asteroide principale intorno al quale orbita per cui anche questi esercita una importante forza gravitazionale. Il risultato è una danza gravitazionale reciproca molto interessante da studiare per gli astronomi.

In realtà non è così strano che anche gli asteroidi possano avere satelliti più o meno grandi. Esistono anche casi di asteroidi binari, coppie di asteroidi cioè, più o meno della stessa dimensione, che si ‘orbitano intorno’ tra loro. Degli oltre 16mila asteroidi della ‘fascia principale’ (orbita tra Marte e Giove), si calcola che almeno una sessantina abbiano un proprio satellite.

Il punto è che questi asteroidi si trovano di solito a oltre 100 milioni di chilometri dalla Terra mentre questo è passato a soli 4, dando così la possibilità di compiere osservazioni ben più ravvicinate. Gli astronomi hanno potuto analizzare i moti reciproci di questi oggetti e trarre, magari, anche conclusioni filosofiche. Su come tutto nell’Universo giri sempre intorno a qualcos’altro, per esempio.

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