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Libia, Al-Sisi: violato da attori regionali il consenso raggiunto a Berlino

© AFP 2021 / Louisa GouliamakiIl presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi
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Il presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, parlando oggi al Consiglio di pace e sicurezza dell'Unione Africana, ha denunciato la violazione da parte di "alcune parti regionali" del consenso sulla Libia raggiunto a Berlino.
“Purtroppo, il consenso internazionale che potevamo testimoniare a Berlino, è stato violato da parti regionali note, che non hanno smesso di violare l’embargo sulle armi e importare migliaia di mercenari, diventati macchinari per distruzione di persone”, ha detto il presidente egiziano.

Il summit di due giorni degli stati che fanno parte dell'Unione Africana avrà inizio domani il 9 febbraio ad Addis Abeba, capitale etiope. La situazione in Libia sarà uno dei principali argomenti di discussione al prossimo vertice.

Conferenza sulla Libia a Berlino

Il vertice internazionale sulla situazione libica si è svolto a Berlino lo scorso 19 gennaio. All'incontro erano presenti le delegazioni di Italia, Russia, Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Francia, Turchia, Egitto, Algeria, Emirati Arabi Uniti, Repubblica del Congo, nonché rappresentanti di ONU, UE e Lega Araba. Al summit hanno partecipato anche le parti del conflitto in Libia: il maresciallo Khalifa Haftar dell’LNA ed il premier del GNA (Governo di Accordo Nazionale) di Tripoli, nonostante non fosse stata organizzata una trattativa diretta tra loro.

L’esito principale del vertice è stato un appello congiunto dei partecipanti ad un cessate il fuoco in Libia e l’obbligo di astenersi dall'interferire nel conflitto, rispettando l'embargo sulle forniture di armi alle parti in conflitto. Inoltre, i partecipanti alla riunione hanno proposto di instaurare un comitato di monitoraggio del cessate il fuoco.

Guerra in Libia

Al momento in Libia sono attivi due governi: il GNA di Faez al Serraj, sostenuto dall’ONU e dall’UE a Tripoli, ed il governo di Abdullah al-Thani, sostenuto dall’LNA, comandato dal maresciallo Khalifa Haftar. Lo scorso 4 aprile il maresciallo Khalifa Haftar ha ordinato alle sue forze di lanciare un’offensiva contro la capitale per "liberarla dai terroristi".

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Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia". Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

Lo scorso 12 dicembre il maresciallo Khalifa Haftar ha annunciato la tappa finale dell’offensiva dell’Esercito Nazionale Libico su Tripoli. Secondo il portavoce dell’LNA Al-Mundhir Al-Khartoush le loro truppe avevano "fatto progressi eccellenti" nella lotta per la capitale. Il GNA con sede a Tripoli, riconosciuto da ONU e UE, ha formalmente chiesto ed ottenuto supporto militare dalla Turchia per contrastare l’LNA.

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