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Lech Wałęsa invita Polonia e Russia al dialogo: "Varsavia è più vicina a Mosca che a Washington"

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In un'intervista ai media russi l'ex presidente polacco ha auspicato l'apertura di un dialogo costruttivo tra la Polonia e la Russia.

L'ex presidente della Polonia, Lech Wałęsa, ha commentato le recenti dichiarazioni del viceministro degli Esteri polacco, Paweł Jabłoński, il quale ha avanzato la richiesta di ricevere dei risarcimenti da Mosca per i danni subiti nel corso della Seconda guerra mondiale.

Wałęsa, in un'intervista ad un portale di informazioni russo, ha definito irrealistica la richiesta di Jabłoński, ricordando la maggiore vicinanza storica, geografica e politica di Varsavia a Mosca rispetto a Washington:

"E' come se chiedessi di avere indietro i migliori anni della mia gioventù. Ma sono già passati. Bisogna andare avanti, è questo che conta. [...] C'è molta ambiguità nelle relazioni tra Russia e Polonia. Ma quando le persone parlano tra di loro, è possibile discutere dei problemi e trovare dei modi per risolverli. [...] Quando litighiamo a vincere sono sempre delle terze parti. Varsavia è sempre stata più vicina a Mosca che a Washington", ha concluso Wałęsa.

Secondo l'ex leader polacco, il passo più importante verso il miglioramento delle relazioni bilaterali tra Varsavia e Mosca è quello di aprire un canale di dialogo.

Wałęsa ha infine confermato che, qualora invitato, prenderà parte alla 75esima Parata della Vittoria a Mosca, nonostante le polemiche del governo polacco nei confronti della Russia per le questioni legate a chi abbia dato inizio della Seconda guerra mondiale. 

La contesa sulla Seconda guerra mondiale

A dicembre la Sejm, la camera bassa polacca, ha adottato una risoluzione che prevede l'equiparazione dell'URSS alla Germania nazista in qualità di Paese iniziatore del secondo conflitto mondiale.

La Conferenza di Yalta, 1945 - Sputnik Italia
Come interpretare Yalta. Cosa ha ottenuto la Polonia grazie all'URSS?

Gli autori del documento affermano che siano stati i due allora governi totalitari, quello nazista e quello sovietico, a portare allo scoppio della guerra con la firma del patto Molotov-Ribbentrop.

Tali insinuazioni sono state a più riprese rispedite al mittente, con il presidente Vladimir Putin che ha sottolineato come, in Europa, a verità sulla Seconda Guerra Mondiale venga deliberatamente taciuta, cercando di scaricare la colpa per averla scatenata dai nazisti ai comunisti.

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