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Coronavirus: in Cina non è rimasto più nessuno ad assemblare iPhone

© REUTERS / Aly SongUna donna in una maschera a Shanghai
Una donna in una maschera a Shanghai - Sputnik Italia
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La società taiwanese Hon Hai Precision Industry (operante sotto l’azienda Foxconn), ha messo i suoi lavoratori in Cina in quarantena nella fabbrica in cui è assemblata la maggior parte dell'iPhone.

Per ridurre il rischio di diffusione della malattia, le autorità cinesi hanno prolungato le vacanze di Capodanno. Foxconn intende riprendere la produzione il 10 febbraio, come la maggior parte delle altre aziende. La fabbrica si trova in Henan e i lavoratori che non sono partiti per le vacanze sono stati messi in isolamento per sette giorni. Coloro che sono tornati da altre regioni del paese saranno tenuti in quarantena per due settimane.

Foxconn è il più grande appaltatore di Apple, che assembla la maggior parte degli iPhone dell’azienda di Cupertino. Per ridurre al minimo le perdite dovute a causa dell’epidemia di coronavirus in Cina, l'azienda ha aumentato la produzione in Vietnam, Messico e India.

In precedenza è stato riferito che la chiusura della produzione in Cina a causa di un focolaio di coronavirus porterà a un aumento del prezzo di smartphone e altri gadget, anche in Russia. È possibile che ogni settimana in più dell’epidemia  porterà ad aumenti fino al 3% sul prezzo della merce.

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