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Proteste davanti Ambasciata USA in Libano: 6 feriti da gas lacrimogeno

© AP Photo / Hassan AmmarProteste davanti Ambasciata USA in Libano
Proteste davanti Ambasciata USA in Libano - Sputnik Italia
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Manifestazione anti "affare del secolo" davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti nella periferia di Beirut. Sei manifestanti sono stati feriti per via del gas lacrimogeno usato dalla polizia antisommossa, riporta il canale tv libanese al-Jadeed.

Secondo quanto riferito dall'emittente, i manifestanti si sono uniti davanti all'Ambasciata americana ad Aaoukar, nella periferia della capitale libanese, per esprimere malcontento rispetto all’”affare del secolo” proposto dal presidente americano Donald Trump, un piano per risolvere il conflitto tra Israele e Palestina. I manifestanti hanno tentato di togliere il filo spinato dalla recinzione della sede della missione diplomatica americana.

"Sei manifestanti sono stati feriti dal gas lacrimogeno usato dalle forze dell’ordine contro i manifestanti (...) alcuni di loro hanno cercato di scavalcare la recinzione dell'Ambasciata", ha riferito il canale al-Jadeed.

A quanto si apprende, i manifestanti ad un tratto hanno iniziato a scagliare pietre contro l’edificio dell’Ambasciata.

Lo scorso 29 gennaio il presidente libanese Michel Aoun in un colloquio telefonico con il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) Mahmud Abbas ha espresso solidarietà con la posizione del popolo palestinese circa l’”affare del secolo”.

In Libano con una popolazione di 4 milioni, abitano anche 600.000 rifugiati palestinesi e oltre 1,5 milioni di rifugiati siriani. I palestinesi hanno uno status speciale e vivono in campi profughi, che con il tempo sono diventati quartieri densamente popolati sparsi in tutto il Libano.

Sabato scorso Abbas ha dichiarato in una riunione della Lega Araba di aver informato gli Stati Uniti e Israele della rottura di qualsiasi tipo di rapporti con essi da parte della Palestina a causa dell'"accordo del secolo" annunciato dal presidente americano Donald Trump.

Il piano di Trump

Lo scorso 28 gennaio il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha reso noto il piano che dovrebbe porre fine al conflitto tra Israele e Palestina, comunemente noto come l’”affare del secolo”. Il suo piano prevede la creazione di due Stati indipendenti per palestinesi ed israeliani. Secondo quanto previsto dall'amministrazione americana, Gerusalemme rimarrà la capitale "indivisibile" di Israele e gli insediamenti israeliani in Cisgiordania saranno riconosciuti dagli Stati Uniti. Tuttavia Israele deve congelare la costruzione di nuovi insediamenti nei territori palestinesi per quattro anni durante i negoziati sullo Stato palestinese.

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Trump ha affermato poi che gli Stati Uniti apriranno un'Ambasciata in Palestina a Gerusalemme Est ed ha sottolineato che la sua mappa raddoppia i territori palestinesi.

"L'accordo del secolo" tra Israele e Palestina non porterà alcun rischio alla sicurezza di Israele, ha evidenziato Trump, aggiungendo che per i palestinesi potrebbe essere l'ultima opportunità per avere un proprio Stato.

La Palestina ha rifiutato la proposta, e mantiene l'intenzione di creare il proprio stato in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza con Gerusalemme Est come capitale.

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