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USA: Camera approva misure che limitano capacità di Trump di entrare in guerra

© Sputnik . Aleksey Agarishev / Vai alla galleria fotograficaIl Congresso Usa
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La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha votato giovedì due misure volte a limitare le capacità del Presidente Donald Trump di entrare in guerra contro l’Iran.

La Camera dei rappresentanti, uno dei due rami del Congresso, l’organo legislativo degli Stati Uniti d'America, attualmente a guida democratica, ha votato due misure volte a contenere le capacità di azione unilaterale del Presidente repubblicano Donald Trump.

Una di queste misure, passata con 228 voti a favore e 175 contrari, blocca il finanziamento di qualsiasi uso della forza militare offensiva contro l’Iran senza l’approvazione del Congresso stesso.

L'altro misura, 236 favorevoli e 166 contrari, abroga la risoluzione del 2002 che autorizzava la forza militare contro il regime di Saddam Hussein in Iraq e da allora è sempre stata invocata dai presidenti successivi che perseguivano obiettivi contro nuovi nemici.

Le tensioni tra gli Stati Uniti e l'Iran sono ancora elevate a seguito del mortale raid americano nei confronti del generale Qasem Soleimani. I democratici, evidentemente nel timore di rischi escalation ulteriori e indesiderati in Medio Oriente, stanno cercando di riportare l’ago della bilancia decisionale sotto il controllo del Congresso. Trump in un primo momento aveva minacciato di porre il veto su entrambe le misure, posto poi mercoledì postare su Twitter il consiglio di votare secondo propria coscienza.

La prima delle misure approvate ieri, impedirebbe all'amministrazione Trump di utilizzare fondi federali per le forze militari in Iran a meno che non sia prima lo stesso Congresso a dichiarare la guerra.

"Il Governo americano ha speso migliaia di miliardi di dollari dei contribuenti per combattere guerre senza fine in tutto il Medio Oriente", ha dichiarato Rohit Khanna, rappresentante dello Stato della California alla Camera dei Rappresentanti e proponente della mozione.

La seconda misura, per abrogare l'autorizzazione alla guerra in Iraq nel 2002, era guidata dalla repubblica Barbara Lee, D-Calif., E co-sponsorizzata da 131 democratici, due repubblicani e il rappresentante indipendente Justin Amash del Michigan.

Dopo che la sua risoluzione è stata approvata la Lee ha dichiarato: “ E’un passo storico per riaffermare la nostra autorità costituzionale e fermare le nostre guerre senza fine".

Non è tuttavia detto che le misure diventino vera e propria legge. Oltre all'eventualità di un veto presidenziale infatti, esiste anche la possibilità che possano non superare l’approvazione del Senato, dove i repubblicani sono in maggioranza.

La Costituzione in teoria riserverebbe solo al Congresso l'autorità di dichiarare guerra, fa notare la stessa emittente americana CNBC in un articolo apparso ieri, di fatto i presidenti nell'era moderna hanno ampiamente eluso tale regola. Basti pensare agli interventi militari intrapresi dagli Stati Uniti nel mondo dal dopoguerra ad oggi ed al fatto che in alcuno di questi casi il Congresso abbia mai votato una dichiarazione di guerra.

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