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Perché stanno rilasciando in natura farfalle geneticamente modificate?

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Lo studio apparso oggi sulla rivista scientifica Bioengineering and Biotechnology spiega i motivi e i risultati ottenuti degli esperimenti già compiuti negli Stati Uniti e in altre parti del mondo sul rilascio in natura di insetti geneticamente modificati dall’uomo.

La tignola delle crucifere, nome scientifico Plutella xylostella, conosciuta anche come falena del cavolo, è un lepidottero devastante per l’agricoltura. I suoi bruchi sono ghiotti di foglie di cavolo, cavolfiore e colza. Le rosicchiano, rivestono di bozzoli di seta e ricoprono di escrementi. Capite bene quanto questa specie possa essere ‘simpatica’ agli agricoltori di tutto il mondo che, per tenerla lontana, sono costretti ad abusare dei pesticidi. Per porre fine a questo flagello gli scienziati, già da diversi anni, stanno mettendo a punto uno stratagemma che utilizza l'ingegneria genetica.

Alterando i geni dei maschi della Plutella, conferma la recente pubblicazione apparsa sul portale specializzato Bioengineering and Biotechnology, si è arrivati in breve tempo a ridurre drasticamente la densità di popolazione di questi infestanti. Ecco come: quando un maschio geneticamente modificato si accoppia con una femmina, la discendenza femminile della coppia non arriva all’età riproduttiva. La generazione successiva avrà quindi sempre meno femmine proprio mentre sempre più maschi portatori della ‘maledizione genetica’ verranno inseriti nell’ambiente. Tempo poche settimane la popolazione in cui la ‘quinta colonna genetica’ viene innestata finisce per collassare.

Tutto questo per la gioia degli agricoltori che si calcola potrebbero arrivare a risparmiare circa 5 miliardi di dollari l’anno, e la gioia di chi vorrebbe un mondo liberato dai pesticidi. Ma non certo la gioia di chi è particolarmente scettico nei confronti degli Organismi Geneticamente Modificati.

Gli scienziati americani e britannici guidati da Anthony Shelton (Anthony Shelton) della Cornell University (USA), creatore di uno di questi ceppi geneticamente modificati cui la pubblicazione del portale di bioingegneri fa riferimento, affermano tuttavia che la cosa stia funzionando sul serio e non vi siano controindicazioni alcune.

"Il nostro studio si basa sulla tecnica degli insetti sterili sviluppata già negli anni '50", ha affermato il professor Shelton in un comunicato stampa. "L'uso dell'ingegneria genetica è semplicemente un metodo più efficace per raggiungere lo stesso obiettivo", ha aggiunto.

Il modello sviluppato dagli scienziati è gestibile e auto-limitante spiegano gli stessi. Questo verrebbe garantito dal fatto che la proteina modificata avrebbe un alto tasso di mortalità  (50% circa) per cui il gene letale scompare da sé dopo poche generazioni se non vengono rilasciati ulteriori maschi modificati.

Ricercatore - Sputnik Italia
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Durante alcune prove sul campo svoltesi nello stato di New York in agosto e settembre 2017, i ricercatori hanno rilasciato sei volte larve geneticamente modificate di Plutella, da 1.000 a 2.500 individui ogni volta. Secondo le osservazioni degli scienziati, i maschi GM nella prima stagione sono sopravvissuti in natura e hanno gareggiato con successo con i maschi selvatici per l'accoppiamento con le femmine.

"I nostri modelli matematici mostrano che il rilascio di un ceppo autolimitante controllerà la popolazione di parassiti senza l'uso di insetticidi aggiuntivi, come dimostrato nei nostri studi nelle serre", ha sottolineato Shelton.

Come previsto, dopo alcune generazioni senza nuovi inserimenti artificiali, gli insetti GM erano completamente scomparsi dalla natura.

"Questo studio dimostra l'enorme potenziale di questa tecnologia come strumento di controllo dei parassiti e la possibilità di proteggere le colture in modo ecologicamente sostenibile", ha affermato Neil Morrison, capo del Centro di ricerca agricola del Regno Unito di Oxitec e uno degli autori dello studio.

Gli scettici nei confronti degli OGM rimarranno poco convinti dalle rassicurazioni degli scienziati dato che comunque si tratta di un intervento umano invasivo in natura, dall’altra parte tuttavia, possiamo scommettere, molti sogneranno sciami di zanzare maschio modificate già per la prossima estate.

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