Immigrazione, con il nuovo progetto Ue cambierà qualcosa?

© AP Photo / Gregorio BorgiaMigranti con bandiera UE in un campo profughi in Grecia
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Accordi sui rimpatri e agenti a rinforzare i confini esterni. È quanto prevede il nuovo progetto europeo sui migranti che il vice presidente della Commissione Ue Margaritis Schinas metterà a punto durante il suo tour per le diverse capitali europee.

Plauso dell’Europa nei confronti delle ong, che operano però in una cornice illegale. Parola di Schinas. Cambierà realmente qualcosa?

“Non possiamo fallire una seconda volta” avverte il vice di Ursula von der Leyen in merito al nuovo piano targato Ue sui migranti che prevede accordi sui rimpatri e lo stanziamento di 10 mila agenti di polizia ai confini europei.

Il vice presidente della Commissione Ue Margaritis Schinas parlando di immigrazione ha affermato che “le ong svolgono un grandissimo lavoro, tuttavia devono essere inquadrate in una cornice legale che al momento non c’è”.

In altre parole, uno dei massimi rappresentati delle istituzioni europee ha ammesso che l’operato delle Ong in mare, seppur importante, è illegale ed è giunta l’ora di inquadrarlo in una cornice regolare. “È un'affermazione piuttosto inquietante. Significa ammettere la propria debolezza, poiché sappiamo bene che le ONG hanno giustificato il loro operato nel Mediterraneo definendosi sostituti dell'Europa”, questa è l’opinione espressa in un’intervista a Sputnik Italia da Mauro Indelicato, direttore di infoagrigento.it, redattore de Il Giornale.

— Di Maio ha annunciato che si va verso il nuovo piano UE sull'immigrazione. Mauro Indelicato, crede che ci sarà realmente una svolta concreta?

— Sono scettico, il piano di cui ha parlato Di Maio e di cui si è parlato in ambito europeo non è molto diverso dai piani già stilati o proposti negli anni precedenti. Si parla a più riprese e da più anni di istituire dei controlli europei lungo le frontiere europee, così come da anni si parla di formare delle forze europee apposite per il controllo dei confini. Inoltre si parla anche di aumentare in qualche modo il personale a disposizione per la salvaguardia dei confini ed anche per trasportare la responsabilità sull'immigrazione dagli stati nazionali a quella europea condividendo in qualche modo il problema.

E' un programma che, enunciato da diversi anni, non è mai stato applicato anche perché ci sono responsabilità oggettive per renderlo tale e delle resistenze interne. In questo momento storico non vedo delle prospettive diverse da quelle degli anni passati, non ci sono elementi che fanno sperare in soluzioni concrete.

— Il vicepresidente della commissione UE Schinas, ha ammesso in un suo discorso che ad oggi le ONG non operano in un piano di legalità. È un'affermazione molto importante. Lei cosa ne pensa?

— Questa affermazione ha due elementi importanti da soppesare: da un lato si è ammesso che le ONG non operano in un contesto legale, è un'affermazione molto pesante da parte di un esponente di primo piano dell'UE. L'altro aspetto da sottolineare di questa affermazione è che il vicepresidente della Commissione non ha voluto demonizzare l'operato delle ONG, al contrario ha affermato che il loro operato è importante e vorrebbe in qualche modo legalizzarlo. Credo che questa sia la parte più pesante dell'affermazione poiché è una dichiarazione di impotenza da parte della comunità europea, che vorrebbe a questo punto delegare a della ONG la questione migratoria, la questione del salvataggio in mare. È un po' come ammettere la propria debolezza, poiché sappiamo bene che le ONG hanno giustificato il loro operato nel Mediterraneo definendosi sostituti dell'Europa.

Il fatto che L'Europa voglia utilizzare e legalizzare, secondo le parole del vicepresidente della Commissione, l'operato delle ONG dimostra una certa impotenza, ovvero di volersi avvalere di organizzazioni non inquadrabili in un contesto legale per la questione immigrazione. È un'affermazione piuttosto inquietante.

— Parliamo della situazione immigratoria in Italia. Ad oggi, qual è la situazione degli sbarchi? Cosa è cambiato con il nuovo Ministro dell'Interno?

— Credo che parlino i numeri: da settembre in poi, ovvero da quando si è insediato il nuovo governo, per la prima volta dopo due anni il trend degli sbarchi è aumentato. A settembre per la prima volta dal 2017, si è avuto un aumento su base annuale, la stessa cosa si è avuta ad ottobre. Dunque c'è stato un aumento degli approdi, soltanto che nel 2019 questo aumento si è potuto mascherare, perché complessivamente nell'arco dell'anno che si è appena concluso il numero degli sbarchi è calato del 60% rispetto al 2018 e del 90% rispetto al 2017.

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Sembrerebbe quindi che tutto vada per il meglio; in realtà però questo dato è da attribuire ai numeri molto bassi degli sbarchi da gennaio fino ad agosto. Da settembre abbiamo avuto un aumento e dal 2020 ciò è più percettibile poiché si parte da questo trend in aumento. Per fare un esempio nel mese di gennaio che si sta chiudendo ad oggi, abbiamo avuto in Italia quasi 800 migranti sbarcati a fronte dei 155 di gennaio 2019. L'aumento è perciò una verità oggettiva.

Tutto questo certo dipende dalle politiche del nuovo governo, nel senso che si è inaugurata una linea politica più accondiscendente verso le ONG. L'aumento però va attribuito anche ad altri fattori, è però evidente il dato oggettivo dell'aumento e sul versante immigrazione in Italia potrebbe riesplodere questo caso ed il tema potrebbe tornare come principale dossier nelle agende politiche.

— Si è parlato di una sanatoria per gli immigrati irregolari. Qual è la sua idea in merito?

— Diciamo che ciò fa parte della linea politica del governo attuale. Come sappiamo domenica si vota in Emilia Romagna, una regione importante poiché governata da sempre dal centro sinistra potrebbe andare al centro destra. L'operato del governo è quindi sospeso in attesa di queste nuove elezioni. Se il centrosinistra dovesse riconfermarsi, il governo avrebbe la spinta per autorizzare tutti quei provvedimenti che vadano in discontinuità col precedente governo, ed in particolare sull'immigrazione di Matteo Salvini.

Personalmente la ritengo una cosa lontana dall'essere realmente posta in essere. Questa sanatoria sarà sicuramente in agenda, ma prevedo molte resistenze anche nell'attuale maggioranza, poiché riguarderebbe innanzitutto molti migranti dando un segnale in controtendenza rispetto a quella dell'elettorato attuale che è quella invece di far diminuire il più possibile la presenza di irregolari in Italia.

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