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Esperto mondiale considera serio il rischio di epidemia globale nei prossimi anni

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Leonid Eidelman, Presidente della World Medical Association, ha dichiarato che i medici si aspettano un'epidemia globale nei prossimi anni, causa della quale si prevede possa essere uno dei coronavirus mutati.

Non un medico qualsiasi ma il medico israeliano presidente dell'Associazione Mondiale dei Medici, confederazione internazionale indipendente di medici operativa dal 1947, ha dichiarato in questi giorni ai media russi che il mondo sarà minacciato nei prossimi anni da una grande epidemia. Non un buon presagio in questi giorni di notizie già poco rassicuranti provenienti dalla Cina.

"Sappiamo che nei prossimi anni il mondo sarà minacciato da una grande epidemia. Sarà un nuovo virus. Non sappiamo ancora quale, ma forse sarà uno dei coronavirus. Il coronavirus è noto per il fatto che di solito passa come un comune raffreddore con naso che cola e tosse. Ma sono pericolose le sue possibili mutazioni. Tutti i virus tendono a mutare. Una di queste mutazioni nel 2003 fu causa della nota SARS, Il virus che portava alla polmonite e provocò casi fatali. Molti vennero infettati proprio in ospedale per la mancanza di prevenzione nei confronti dei pazienti già infetti. Un’altra manifestazione la si ebbe in Medio Oriente – venne chimata la MERS”, ha detto Eidelman che è poi passato a ricordare come l’intera Storia dell’umanità sia costellata di episodi drammatici di epidemie globali.

"Una delle epidemie più letali della Storia è stata quella dell'influenza spagnola, che venne portata dai soldati americani sbarcati in Europa. Secondo varie stime, morirono dai 50 a 100 milioni di persone. L'OMS ha avvertito negli ultimi anni che questo tipo di epidemia potrebbe verificarsi di nuovo nel prossimo futuro", ha avvertito il capo della World Doctors Union.

Il Ministero della Salute israeliano si sta preparando a impartire istruzioni ai medici in relazione allo scoppio del pericoloso focolaio cinese, ha continuato Eidelman, mentre l'associazione da questi presieduta ha distribuito raccomandazioni per i turisti che viaggiano nei paesi asiatici.

"Non visitate allevamenti e mercati di bestiame, evitate il contatto con animali e uccelli e, se possibile, non contattate persone con evidenti sintomi di qualsiasi malattia respiratoria", consiglia ai turisti Emilia Ennis, direttrice del Dipartimento di epidemiologia del Ministero della salute israeliano.

Il nuovo coronavirus cinese

Alla fine di dicembre, le autorità cinesi hanno riferito di un focolaio di polmonite di origine sconosciuta a Wuhan, nella provincia di Hubei. Gli esperti hanno stabilito che l'agente causale della malattia era un nuovo tipo di coronavirus, chiamato 2019-nCoV.

Alla data odierna sono state registrate circa 500 infezioni. Sei persone erano morte alla data del 20 gennaio ma la cifra è in continuo e preoccupante aggiornamento. Il virus si è già diffuso al di fuori della Cina; sono state segnalate infezioni in Corea del Sud, Giappone e Thailandia. Le autorità cinesi hanno confermato ufficialmente che il virus viene trasmesso da persona a persona.

I coronavirus sono una famiglia di oltre 30 virus, suddivisi in due sottofamiglie. Furono isolati per la prima volta nel 1965. Colpiscono persone, animali domestici, uccelli, maiali, bovini. Il coronavirus è in grado di provocare danni al sistema respiratorio, al tratto gastrointestinale e al sistema nervoso.

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