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Il concerto delle Sardine in piazza a Bologna: partecipano in 40mila

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Le sardine riempiono piazza 8 agosto a Bologna per un concerto in mare aperto. Da Bonaccini nemmeno un contatto, mentre il M5s ci ha contattati, anche se non Di Maio, dice Santori.

Le 6mila Sardine sono diventate circa 40mila ieri, domenica 19 gennaio, durante il concerto delle Sardine in piazza 8 agosto a Bologna, così afferma il capo del movimento Mattia Santori. Sul palco tanta musica, intervallata da momenti di riflessione sociale, per veicolare attraverso la condivisione in musica, appunto, il futuro della politica italiana.

Non sono mancati, come in un ogni concerto che si rispetti, momenti in cui il pubblico si è scatenato ed ha ballato in piazza nonostante il freddo.

Piazza 8 agosto “perché era più grande e facile da gestire” dice dal palco Mattia Santori, spiegando il motivo della scelta.

Il momento ‘politico’

Durante il suo intervento Santori dice che Bonaccini non li ha cercati “neanche per vie traverse”, mentre “esponenti di spicco dei Cinque stelle ci hanno contattato, anche se non Di Maio”.

Ma per chi dalla piazza è nato, i 5 stelle, è più semplice parlare la lingua di chi dalla piazza sta nascendo. Per il Pd è difficile dialogare con chi nasce dalla piazza, perché la loro provenienza è altra.

A proposito delle regionali in Emilia-Romagna

Santori crede che il M5s abbia sbagliato a correre da solo, perché crede che non sia stata “colta l’opportunità politica di questo momento”.

Le sardine si sentono quindi più vicine alla Creatura di Beppe Grillo e di Casaleggio? Forse in piazza c’erano anche quelli che una volta partecipavano agli eventi organizzati dal comico che si è messo fare politica, allora.

Noi alternativa al populismo

Pur non volendo “esserlo”, le Sardine hanno “capito che per tante persone” sono “la prima vera alternativa al sovranismo e al populismo di destra”, questo pensano di loro stessi. E poi Santori aggiunge:

“Non era stato previsto all'inizio, per noi è una grossa responsabilità, ma anche una speranza per quello che potrà avvenire da qui in futuro”.
Il momento del concerto ‘in mare aperto’

Un concerto lungo, oltre sei ore per dire a tutti “Bentornati in mare aperto”. Uno slogan politico? Ebbene se è tale, forse è tardivo perché politicamente l’Italia è in mare aperto da alcuni decenni. La politica italiana è forse in mare aperto dalla “caduta della Prima Repubblica” e quelli che oggi nuotano in queste acque sono i naufraghi. Forse servirebbe a tutti un porto, più che il mare aperto.

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