Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

I francesi accusano gli inglesi di distruggere la loro civiltà con il dry january

CC0 / Pixabay / Alcol
Alcol - Sputnik Italia
Seguici su
Di recente, in occasione del Capodanno, si è acceso un dibattito in tutto il mondo sul cosiddetto “gennaio a secco” (Dry January), una tradizione che ha avuto origine in Gran Bretagna 6 anni fa e si è diffusa in diversi Paesi.

Questa tradizione si spiega da sé: le lunghe vacanze e i lauti pranzi obbligano il corpo a riprendere la normale routine, dunque le persone sono portate a rinunciare completamente all'alcol fino alla fine del mese. Vi sono molte ricerche che dimostrano che questa pratica ha un effetto benefico sia sulla salute dei consumatori sia sulle loro tasche. Non tutti, però, condividono queste conclusioni.

Il dibattiti in corso relativamente al "gennaio al secco" in Francia è al suo apice. Dal momento che ben 13 istituti sanitari francesi hanno già aderito all'iniziativa britannica, anche il Servizio sanitario nazionale francese ha deciso di fare lo stesso. Infatti, è stato calcolato che introducendo la pratica dell'astinenza dall’alcol a gennaio si possono evitare 41.000 all'anno. Questo è il numero delle vittime che sono colpite dall’abuso di alcol e tabacco.

Dire che questa iniziativa ha causato una forte reazione negativa nel paese è riduttivo. A quanto pare, i viticoltori locali hanno investito molto nella campagna di lobbying contro il trasferimento del "gennaio a secco" sul suolo francese: infatti, le dichiarazioni, gli articoli e le lettere sull'argomento non si sono sprecati.

Vodka - Sputnik Italia
Allarme alcol in Italia: si beve di più e si inizia prima, addirittura ad 11 anni

L'Associazione dei produttori di vino di Bordeaux ha definito l’iniziativa "estremista". In rappresentanza del dipartimento della Gironda (dove si produce anche il bordeaux), Benoit Siméan, membro del partito di maggioranza La République En Marche, ha commentato adirato: “Non mi immagino a bere una coca cola durante le feste”. 

Secondo alcuni produttori, il tentativo di impiantare una tradizione straniera in Francia potrebbe portare a una crisi dell'intero settore.

A queste affermazioni ha fatto seguito una serie di commenti sui giornali francesi. Sulle pagine di Le Figaro, ad esempio, il famoso scrittore e regista Philippe Claudel ha chiesto che si ponesse fine alla persecuzione degli amanti del vino e ha accusato i sostenitori "puritani anglosassoni" di questa iniziativa di voler distruggere le tradizioni secolari dei francesi e la loro civiltà. "Abbiamo una grande responsabilità", scrive l'autore. “Certo, possiamo vivere senza vino e nessuno è tenuto berlo. Ma in ogni caso non si può costringere gli altri a seguire le proprie regole. Una vita senza piacere e gioia, senza luce e festa, senza sole e fuoco, senza memoria e senza storia è forse vita?”. Claudel ha altresì suggerito che il tentativo di ridurre il consumo di alcolici nel mese di gennaio sarà solo l'inizio. Infatti, seguiranno inevitabilmente ad esso ulteriori restrizioni. I più famosi personaggi francesi della cultura, dell'arte e anche dello sport firmati hanno sottoscritto il suo articolo.

Un barista serve della birra - Sputnik Italia
Scienziati americani scoprono il circuito celebrale responsabile dell’alcolismo
Non sorprende che il presidente francese Macron abbia bloccato l'iniziativa del Servizio sanitario nazionale a seguito di una campagna così coordinata messa in campo dai viticoltori e i bevitori di vino. Macron ha affermato che il "gennaio a secco" non rientra nella tradizione francese. Questo ha suscitato gioia da parte dei viticoltori, sebbene tutti sono consapevoli che non è stata messa la parola fine a i tentativi di impiantare in Francia questa tradizione. E i sostenitori di questo stile di vita sano hanno già accusato il capo dello Stato francese di soccombere di fronte alle pressioni della lobby degli alcolisti.

Non è un segreto che il problema legato all'aumento della mortalità durante e dopo le vacanze di Natale sia di grande rilevanza anche per la Russia. Ricordiamo come 2 anni fa il quotidiano britannico The Independent ha "dichiarato morti" 20.000 russi, presunte vittime delle lunghe vacanze di Natale. Sebbene i risultati riportati dalla redazione inglese del giornale fossero fallaci, vi è una serie di studi che documenta realmente tale picco di decessi nel mese di gennaio. Questi sarebbero legati non solo all'alcol ma anche alle condizioni meteorologiche. Tuttavia, nessuno dubita del fatto he molti di tali decessi avrebbero potuto essere evitati se i cittadini fossero stati più moderati nel consumo di alcol.

Inutile dire che la tradizione del "gennaio a secco" in territorio russo è destinata a fallire anche solo perché i britannici terminano le loro vacanze il 1° gennaio mentre i russi le iniziano proprio quel giorno. Ma proviamo a passare in rassegna qualche tentativo a livello amministrativo volto a limitare il consumo di alcolici durante le vacanze di Natale.

Un caso molto discusso è stata l'adozione della legge sulla restrizione della vendita di alcolici durante le vacanze di Natale da parte del Parlamento della Bashkiria. Secondo le nuove norme (già soprannominate "legge a secco"), il 3 gennaio viene interrotta completamente la vendita di alcolici nella regione mentre dal 4 al 6 gennaio vi sono rigide restrizioni a livello temporale. Ma quindi non sono forse questi provvedimenti a favore di un “gennaio a secco”?

Birra - Sputnik Italia
Alcolici: trovati rischi inaspettati

Naturalmente, bisogna accogliere con favore l’attenzione riposta dalle autorità verso la salute dei propri concittadini. Non è un caso che Vladimir Putin, commentando proprio questa iniziativa in occasione della sua grande conferenza stampa, abbia invitato alla "estrema cautela" mettendo in guardia contro "l’intervento della polizia". Dopotutto, molti ricordano quali furono le conseguenze della campagna contro l’alcol messa in campo all'epoca di Mikhail Gorbaciov: enormi code, la fioritura del mercato clandestino degli alcolici, l’aumento della mortalità legato a bevande contraffatte e un terribile colpo inferto al settore vinicolo russo che aveva da poco cominciato a riprendersi.

Il presidente russo ha sottolineato che sono molto più efficaci nel garantire la salute dei cittadini la commercializzazione di bevande meno alcoliche e lo sviluppo di un mercato vitivinicolo di maggiore qualità nel Paese. Questo ha già registrato un effetto significativo e porterebbe a un calo della mortalità e del consumo di alcol in Russia.
Due pinte di birra - Sputnik Italia
Anche un bicchiere può danneggiare – neurobiologi mettono in dubbio i limiti di alcol

Secondo l’OMS, dal 2003 l’abuso di alcol è diminuito del 43 % nel Paese. I russi bevono già molto meno di quanto non si faccia in Germania e in Francia. E tutto questo senza un “gennaio a secco”, senza rigidi divieti e campagne ostentate.

Di conseguenza, si può evincere quanto segue: poiché i metodi che escludono le ingerenze dalle autorità e i tentativi di imporre ulteriori restrizioni appaiono così efficaci, dovremmo lavorare in questa direzione piuttosto che adottare mode straniere dai risultati sconosciuti e imprevedibili.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала