Di Maio e Conte da Berlino: ‘Compiuto il passo in avanti che aspettavamo’

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Luigi Di Maio e Giuseppe Conte si dicono soddisfatti dell'esito della conferenza, sono stati raggiunti gli obiettivi essenziali che ci si era prefissati. Nominato il comitato militare congiunto.

Di Maio e Conte si ritengono soddisfatti al termine delle quattro ore di Conferenza di Berlino, dove capi di stato UE, la Russia, la Turchia, i principali Paesi del nord Africa e gli USA, hanno discusso della crisi libica.

“55 punti condivisi” ha detto Conte durante il punto stampa, e su cui bisogna ora lavorare per attuarli.

“Non sono stati risolti tutti i problemi”, riconosce il ministro degli Esteri Di Maio, “ma è stato compiuto il passo in avanti che aspettavamo”.

Per l’Italia è diventata una questione di sicurezza nazionale, perché, scrive Di Maio al termine dei lavori a Berlino:

“La Libia dista poche centinaia di chilometri dalle nostre coste e non permetteremo mai che la minaccia terroristica possa incidere sulla sicurezza nazionale del nostro Paese”.

L’essenza della Conferenza di Berlino

La Conferenza di Berlino è stato un punto di partenza, Di Maio lo aveva detto in mattinata ma è servita a raggiungere in linea di massima tre impegni fondamentali per l’inizio del processo di pace:

  1. “stop alla vendita di armi e rispetto delle sanzioni a chi viola l’embargo;
  2. impegno all’istituzione di un comitato militare che garantisca la tregua;
  3. non esistono soluzioni militari, ma deve prevalere il dialogo”.

Nominato il comitato militare congiunto

Conte riferisce durante il punto stampa con i giornalisti italiani, che è “stato nominato il comitato militare congiunto che veglierà e monitorerà che la tregua sia rispettata”.

Ora dovranno essere “evitate ulteriori ingerenze”, dice Conte, ma sarà indispensabile che Haftar e al-Sarraj, “che non sedevano al tavolo” della Conferenza, ma “che sono stati costantemente tenuti aggiornati”, vogliano mettere in pratica quanto stabilito dall’incontro internazionale.

Il futuro politico della Libia

Alla domanda sul futuro del Governo della Libia, Conte non si sbilancia e dice che saranno poi “tutti gli stakeholders, i libici che devono nominare i loro rappresentanti”, a scegliersi il futuro governo del Paese.

Il punto stampa di Conte da Berlino
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