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La Cina rinnova il suo sostegno alla sovranità e agli interessi legittimi del Venezuela

© REUTERS / Ng Han Guan/PoolIl ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, con il suo omologo cinese, Wang Yi
Il ministro degli Esteri del Venezuela, Jorge Arreaza, con il suo omologo cinese, Wang Yi - Sputnik Italia
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Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, durante un incontro con il suo omologo venezuelano, ha ribadito il sostegno di Pechino al Venezuela bolivariano, alla sua sovranità e ai suoi interessi legittimi.

Durante l'incontro avvenuto a Pechino questo 16 gennaio con il suo omologo venezuelano, Jorge Arreaza, Wang ha ribadito che la "Cina continuerà ad appoggiare l'impegno del Venezuela in difesa della sovranità e della dignità nazionale, per garantire i suoi diritti e interessi legittimi". 

Il capo della diplomazia cinese ha poi specificato che Pechino è a favore di "una soluzione pacifica ai problemi del Venezuela, nel rispetto degli obiettivi fondamentali delle Nazioni Unite e delle norme delle relazioni internazionali", oltre a "garantire la protezione degli interessi basilari del popolo venezuelano e di stabilità della situazione regionale ".
Jorge Arreaza è il primo ministro degli Esteri arrivato in Cina quest'anno e ciò, continua Wang, è prova dell'amicizia e di coesione tra le due nazioni.

Il ministro degli Esteri venezuelano è già stato ricevuto dal vicepresidente cinese Wang Qishan, con cui ha scambiato pareri sulla geopolitica della pace e sui progressi del partenariato strategico bilaterale, secondo quanto lo stesso Arreaza ha indicato nel suo account Twitter. 

​La sua visita in Cina, iniziata il 15 gennaio, si prolungherà sino a domenica 19. 

La situazione di tensione politica e crisi economica che vive il Venezuela dal 2017, si è complicata ancor di più nel gennaio 2019, dopo l'insediamento di Nicolas Maduro come Presidente del Venezuela. L'allora presidente dell'Assemblea Nazionale (già dichiarata in infrazione dalla Corte di Giustizia Suprema e quindi invalidata) Juan Guaidò, dopo aver ottenuto il sostegno pubblico della Casa Bianca, si era autoproclamato capo di stato in carica "ad interim", e aveva ricevuto il sostegno di 50 paesi, tra cui il gruppo di Lima e molti paesi della UE. 

Russia, Cina e molti altri Stati avevano invece riconosciuto le elezioni del maggio 2019 e espresso l'appoggio a Nicolas Maduro in quanto presidente legittimo del Venezuela.

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