Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

"Trump non ha il diritto di "disonorare" la lingua persiana" - diplomazia iraniana

© AP Photo / Vahid SalemiTeheran, un bambino regge un ritratto del generale Qassem Soleimani
Teheran, un bambino regge un ritratto del generale Qassem Soleimani - Sputnik Italia
Seguici su
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Mousavi, riferendosi alla dichiarazione del presidente americano Donald Trump in persiano, ha affermato che le "lingue sporche" non hanno il diritto di "disonorare" la lingua persiana.

Nella giornata di ieri su Twitter Trump ha sostenuto i manifestanti in Iran usando la lingua persiana. Ha definito gli iraniani un popolo sofferente ma coraggioso, aggiungendo: "Sono con voi fin dall'inizio della mia presidenza, la mia amministrazione continuerà a stare con voi. Stiamo seguendo le vostre proteste con molta attenzione e siamo ispirati dal vostro coraggio".

"Le mani e le lingue macchiate di minacce, sanzioni e terrore contro la nazione iraniana non hanno il diritto di disonorare l'antica lingua persiana. A proposito, sta in piedi con il milione di iraniani di cui hai appena ucciso l'eroe o "si oppone?!" - il tweet di risposta di Mousavi.

​Centinaia di studenti si sono radunati sabato presso l'edificio dell'Università Amir Kabir di Teheran per commemorare le vittime nello schianto dell'aereo civile ucraino; la manifestazione si è trasformata in un comizio, la polizia ha disperso i partecipanti, riferisce l'agenzia locale Fars.

Circa 700-mille studenti hanno iniziato ad intonare "slogan radicali" e chiedevano le dimissioni e processi contro i colpevoli del disastro. Secondo l'agenzia, i manifestanti hanno strappato in modo dimostrativo il ritratto di Qasem Soleimani, il guardiano della rivoluzione islamica morto a seguito di un raid americano all'inizio del mese.

Le tensioni tra USA e Iran

Le tensioni tra USA e Iran hanno giunto un punto di rottura all'inizio della settimana, dopo che Teheran ha puntato come obiettivo la base militare Americana, al Ayn al-Asad Aria a Erbil, in Iraq, in risposta all'assassinio del Capo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane Qasem Soleimani con un attacco missilistico.

Un giorno dopo l'attacco, il presidente degli Stati Uniti non ha fatto menzione di una imminente risposta militare agli attacchi missilistici iraniani, impegnando invece una nuova ondata di sanzioni e offrendo un'opzione diplomatica per disinnescare le tensioni regionali nel suo discorso altamente atteso.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала