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"L'attacco di questa notte è uno schiaffo in faccia agli Stati Uniti" - Ayatollah Khamenei

© Sputnik . Aleksey Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaL'Ayatollah Khamenei
L'Ayatollah Khamenei - Sputnik Italia
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La Guida Suprema iraniana ha sottolineato come gli attacchi portati a termine con successo dalle forze armate iraniane contro le basi americane in Iraq abbiano rappresentato un brutto colpo per Washington.

La Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha definito gli attacchi missilistici della notte scorsa uno "schiaffo in faccia" per gli Stati Uniti d'America. 

Khamenei ha condannato ancora una volta la presenza americana nella regione mediorientale, definendola una "fonte di corruzione" e spiegando che le forze USA dovrebbero lasciare quest'area del mondo al più presto.

L'Ayatollah si è poi soffermato sulla questione di un'eventuale ripresa delle trattative sul nucleare con il "nemico" americano, chiarendo che i margini per un tale accordo non esistono in quanto quest'ultimo andrebbe a "spianare la strada al dominio degli Stati Uniti".

Gli attacchi iraniani alle strutture USA

Nelle scorse ore l'Iran ha colpito tre basi militari americane in Iraq, ad Ayn al-Asad, Erbil e Camp Taji, per un bilancio complessivo che attualmente parla di circa 80 morti e 200 feriti, come riportato dalla TV di stato iraniana.

L'operazione, che ha preso il nome di "Martire Soleimani",  ha avuto inizio allo scopo di vendicare la morte del generale Qasem Soleimani, il quale ha perso la vita in seguito ad un raid aereo americano scorso 3 gennaio.

Altri 100 bersagli "sotto tiro"

Nelle scorse ore anche le autorità militari iraniane hanno intimato a Washington di abbandonare il Medio Oriente, minacciando ulteriori attacchi in caso di ritorsioni americane.

I vertici della Guardia Rivoluzionaria hanno infatti spiegato di tenere "sotto tiro" altri 100 bersagli americani e di essere pronti a colpire in qualunque evenienza.

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Le reazioni di Teheran e Washington

Il ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif, nelle ore successive agli attacchi, ha spiegato che l'Iran ha agito dando una risposta proporzionale che rispetta in pieno il diritto internazionale  e la Carta delle Nazioni Unite, riaffermando la volontà ferrea del suo Paese di proteggersi dalle minacce esterne.

Nel pomeriggio si attende l'intervento pubblico del presidente Donald Trump, il quale finora si è limitato unicamente a postare un tweet nel quale ha minimizzato l'entità dei danni provocati da Teheran.

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