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Calabria, 20 arresti per caporalato e sfruttamento nei campi

© Sputnik . Alexei KudenkoArance
Arance - Sputnik Italia
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Blitz dei carabinieri in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 20 persone, ritenute responsabili a vario titolo di di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

Una vasta operazione dei carabinieri di Reggio Calabria, coordinata dalla Procura di Palmi, ha colpito una rete di caporali dedita all'intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai danni di braccianti per lo più di origine africana, allo spaccio e allo sfruttamento della prostituzione

I caporali, di origine centrafricana, domiciliati all'epoca dei fatti nella baraccopoli di San Ferdinando e nel comune di Rosarno, agivano in concorso con i titolari di aziende e cooperative agricole dedite alla raccolta e vendita di agrumi nell'area della Piana di Gioia Tauro. 

Sono in tutto 20 le persone colpite dalle misure cautelari, tra caporali e imprenditori, sui cui pendono le accuse di di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti o psicotrope. Per 13 è stato disposto il carcere mentre 7 sono ai domiciliari. 

Altre 9 persone sono state colpite da misure cautelari di più lieve entità. Per 5 è stato eseguito un obbligo di dimora, per 3 l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria e un divieto di dimora. 

Le indagini 

Le indagini che hanno portato al blitz di stamattina hanno avuto inizio nel luglio del 2018 in seguito alla denuncia di un bracciante senegalese nei confronti di un caporale ghanese. Sono state condotte dai carabinieri di San Ferdinando e Gioia Tauro, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Reggio Calabria.

Grazie alla denuncia gli inquirenti sono riusciti a far luce sulla rete di caporali che agiva nella baraccopoli di San Ferdinando in concorso con gli imprenditori di agrumi della Piana. Oltre all'attività di intermediazione illecita, di natura prevalente, gestivano anche il giro di prostituzione e lo spaccio di marijuana.

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