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Trump: L'Iran non avrà mai armi nucleari

© Sputnik . Aleksey VitvitskyIl Presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump - Sputnik Italia
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L'Iran ha annunciato nella giornata di ieri il rifiuto "dell'ultima limitazione chiave dell'accordo nucleare per quanto riguarda il numero di centrifughe", e ha fatto sapere che "allo stato attuale non ci sono vincoli per lo sviluppo del programma nucleare nazionale".

In precedenza il ministero degli Esteri russo ha affermato che dal punto di vista della proliferazione delle armi nucleari, il rifiuto di Teheran dei vincoli dell'accordo internazionale sul suo programma nucleare non rappresenta alcun rischio.

"L'Iran non avrà mai armi nucleari", ha scritto su Twitter il presidente americano Donald Trump oggi. 

Il presidente non ha immediatamente spiegato cosa intendeva. 

​Teheran intende continuare a collaborare con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) come in precedenza, ed è pronta a tornare al rispetto e all'implementazione dei propri obblighi in caso di revoca delle sanzioni e della tutela degli interessi di Teheran sanciti dall'accordo nucleare.

Disimpegno di Teheran dagli obblighi dell'accordo nucleare

Lo scorso novembre l'Iran ha iniziato ad arricchire le sue scorte di uranio al livello del 5%, al di sopra del limite del 3,67% indicato nel piano d'azione globale congiunto. Tuttavia questo valore è ben al di sotto dei livelli richiesti per produrre una bomba nucleare. Gli esperti classificano l'uranio con utilizzo militare una volta che la sua concentrazione di U-235 raggiunge oltre l'80%. Ad esempio, la bomba nucleare lanciata dagli Stati Uniti su Hiroshima nel 1945 aveva un livello di arricchimento U-235 di circa l'80%.

I funzionari iraniani hanno inoltre ripetutamente affermato di non avere intenzione di entrare in possesso di armi nucleari o armi di distruzione di massa di alcun tipo, dal momento che contraddice i principi dell'Islam. L'Iran ha distrutto le sue scorte di armi chimiche fino al 1997 mentre ratificava la Convenzione sulle armi chimiche ed ha ripetutamente invitato gli Stati Uniti a fare altrettanto.

Escalation in Medio Oriente

Il 29 dicembre le forze statunitensi hanno colpito obiettivi del gruppo sciita Kataib Hezbollah in Iraq e Siria. Il Pentagono ha spiegato la mossa come una reazione all'attacco del movimento filo-iraniano alla base irachena vicino a Kirkuk, dove un cittadino americano ha perso la vita e 4 soldati americani sono rimasti feriti.

Dopo i raid di ritorsione americani, è scoppiata la rabbia degli sciiti iracheni, che hanno preso d'assalto l'ambasciata statunitense a Baghdad. Washington ha risposto con l'assassinio del generale iraniano Qasem Soleimani, considerato la mente delle rivolte sciite.

Consigliere ayatollah Ali Khamenei promette agli Usa risposta militare

Il consigliere militare della guida suprema iraniana Hossein Dehghan ha annunciato in un'intervista alla Cnn i preparativi per colpire strutture militari statunitensi in risposta all'assassinio a Baghdad del generale Qasem Soleimani da parte delle forze statunitensi.

"Proprio l'America è stata a dare il via alla guerra. Pertanto deve ricevere una risposta meritevole alle sue azioni", ha detto alla Cnn.

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