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"M5s a pezzi" ma Renzi non vede rischi per il governo

© AP Photo / Alberto PellaschiarMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia
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In un'intervista concessa a Il Messaggero il leader di Italia Viva rassicura il governo ed il premier Conte sulla tenuta della maggioranza, indipendentemente dall'evolversi della crisi all'interno del Movimento Cinque Stelle.

In un'intervista al noto giornale romano Il Messaggero, Matteo Renzi non si è sottratto dal commentare la tenuta del governo Conte sullo sfondo della profonda crisi interna che sta vivendo la principale forza parlamentare della maggioranza, il Movimento Cinque Stelle, assillato da addii, espulsioni e calo di popolarità tra gli elettori, come dimostrano gli ultimi sondaggi e soprattutto i più recenti appuntamenti elettorali avvenuti in Italia, in particolare le elezioni europee e le regionali in Umbria.

Renzi ha espresso ottimismo sul futuro del governo Conte, non vedendo un nesso tra la crisi dei pentastellati la tenuta della maggioranza.

"La maggioranza regge tranquillamente, M5s non so. Io non credo che sarà un anno facilissimo per i grillini, tutt'altro. Però i segnali di chi sta lasciando il Movimento vanno tutti nella direzione della prosecuzione della legislatura", ha dichiarato Renzi nell'intervista.

Il leader di Italia Viva ha aggiunto di essere convinto che questo governo arriverà a fine legislatura, non mostrando interesse per quello che accadrà tra i grillini.

"Insomma l'esodo dalla Piattaforma Rousseau è appena iniziato. Ma continuo a pensare che sia più saggio per tutti arrivare a scadenza naturale della legislatura. E se i grillini ci arriveranno meno forti e' un problema tutto loro", ha sottolineato l'ex premier.

Renzi ha commentato il recente incontro a porte chiuse tra il segretario del Pd Nicola Zingaretti e il capo politico del M5s Luigi Di Maio, focalizzandosi proprio sul leader pentastellato, in virtù del suo ruolo alla Farnesina, in un periodo estremamente delicato e complesso per la politica internazionale alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente e Libia.

"Ogni incontro tra segretari per me è positivo. Spero però che in queste ore Di Maio trovi il tempo di seguire soprattutto i dossier di politica estera", e "se fossi il ministro degli Esteri mi preoccuperei delle vere guerriglie, non di quelle farlocche interne a M5S. E anche se non farlocche, comunque insignificanti davanti ai problemi del Mediterraneo e del ruolo strategico dell'Italia in questa zona".

Quanto alla revoca delle concessioni di Autostrade, Renzi ha ribadito la sua posizione espressa in passato in Parlamento.

"Abbiamo già votato contro in Cdm. Voteremo contro in Parlamento. Perché punire chi ha sbagliato sul Morandi o altrove è sacrosanto. Fare leggi improvvisate che privano il Paese di credibilità internazionale e fanno fuggire gli investitori internazionali invece è un assurdo. Se giuridicamente ci sono le condizioni per la revoca lo devono dire i tecnici, non i demagoghi".

Sul caso "Gregoretti", per cui Salvini rischia l'incriminazione previa richiesta di autorizzazione a procedere dei giudici al Parlamento, Renzi ha fatto sapere di essere orientato a replicare il voto espresso sul caso Diciotti "non vedendo particolari novità". Ma secondo il leader di Italia Viva, "il punto politico è capire se la decisione l'ha presa Salvini da solo o anche con gli altri. Ma a questa domanda devono dare una risposta Salvini, Conte, Toninelli, non noi. Per noi quella decisione fu una mostruosità umana e giuridica. Vedremo che dirà Salvini e che diranno i suoi ex colleghi ministri".

Crisi del M5s

I Cinque Stelle perdono pezzi. Poco spazio per dibattiti e mancanza di collegialità nelle decisioni. Un nuovo anno che non comincia bene per il Movimento 5 stelle segnato da una evidente crisi interna.

La prima uscita dal Movimento 5 stelle è quella dell’ex Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti. Recentemente ha fatto scalpore l’espulsione del senatore Gianluigi Paragone, che si dice pronto a ricorrere alla giustizia ordinaria. A dire addio al gruppo nelle ultime ore sono altri due deputati: Nunzio Angiola e Gianluca Rospi.

Scarsa collegialità e mancanza di confronto, i singoli politici accusano i vertici del movimento di utilizzare metodi verticistici all'interno del gruppo.

Secondo il senatore pentastellato Emanuele Dessì, intervistato dalla corrispondente di Sputnik, il problema principale del MoVimento è l'incapacità di non riuscire a dettare l'agenda nonostante la maggioranza relativa in Parlamento.

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