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Spagna: Sanchez scommette sui separatisti per governare

© AFP 2021 / StringerPremier ad interim spagnolo Pedro Sanchez
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Il primo ministro in carica vuole porre fine all’impasse politica mentre la votazione definitiva per formare il governo è prevista martedì.

Pedro Sanchez sabato ha proposto di formare un nuovo governo con l'aiuto del partito separatista catalano mentre sollecita il parlamento spagnolo ad aiutarlo a porre fine allo stallo politico del paese.

Sanchez, primo ministro a interim della Spagna, deve ottenere l'approvazione della camera da 350 seggi in un processo di voto che proseguirà fino a martedì. È probabile che perderà  il primo voto previsto per domenica, ma dopo che 13 deputati del partito pro-indipendenza Esquerra Republicana de Catalunya hanno accettato di astenersi, la vittoria in un secondo voto martedì sembra assicurata.

"La Spagna non si sgretolerà, la Costituzione non si frantumerà", ha detto Sanchez, 47 anni, nelle osservazioni di apertura del suo discorso della durata di quasi due ore che ha dato il via al dibattito parlamentare. "Ciò che si sgretolerà è il blocco del governo progressista che gli spagnoli hanno eletto democraticamente".

La situazione politica spagnola è in stallo da quando Sanchez ha sciolto il parlamento per andare alla prima di due inconcludenti elezioni generali ad aprile. Con il parlamento diviso tra cinque principali partiti e un misto di piccoli gruppi regionali dopo un secondo voto a novembre, Sanchez si è rivolto a Esquerra per fare il lavoro aritmetico a suo favore dopo aver firmato un patto di coalizione con Podemos.

Sanchez ha riempito il suo discorso d'impegni per risolvere la disputa in Catalogna scatenata dal fallito tentativo nel 2017 di partiti separatisti di recedere dalla Spagna. Ha promesso di istituire meccanismi per negoziare con il governo catalano indipendentista per "porre fine al conflitto" entro i limiti della costituzione spagnola.

"Oggi esiste in un ampio settore della popolazione catalana un senso di rancore nei confronti delle istituzioni centrali", ha detto Sanchez, aggiungendo che molti in Catalogna si sentono delusi anche dai politici a favore dell'indipendenza della regione.
"È chiaro che nel nostro paese non esiste un unico modo di vivere o di sentire l'identità nazionale", ha affermato. "Dobbiamo ricominciare."

Ha anche delineato i termini principali del programma politico di Podemos sotto la loro coalizione pianificata, una forma di governo che in Spagna non si vede da prima della guerra civile del 1936-1939. Il suo patto con Podemos lo impegna ad aumentare le tasse per i redditi più alti e le grandi aziende, un salario minimo più elevato e una protezione maggiore per i lavoratori, annullando alcune delle riforme del lavoro attuate nel 2012 al culmine di una crisi finanziaria.

Allo stesso tempo Sanchez è finito sotto le dure critiche dei conservatori di PP e Vox che lo accusano di aver tradito la costituzione in quando, a detta loro, si sarebbe “posizionato sulla retorica e gli obiettivi dei secessionisti, di persone che hanno attaccato la Spagna democratica e costituzionale”, ha dichiarato Cayetana Alvarez de Toledo, portavoce parlamentare del PP, ha detto ai giornalisti sabato.

Un impasse politico di 4 anni

Il dibattito sull’insediamento segna l'ultimo tentativo di riparare un sistema politico in crisi dal 2015 quando l'ex premier del Partito popolare Mariano Rajoy ha perso la maggioranza parlamentare che aveva vinto quattro anni prima. Sanchez ha estromesso Rajoy in un voto di fiducia del 2018, ma ha faticato a imporre la sua autorità a capo di un governo di minoranza.

Le elezioni di novembre lo hanno lasciato in una situazione simile: i socialisti sono emersi ancora una volta come il più grande partito, ma senza il sostegno parlamentare necessario per governare. Per sbloccare lo stallo, i socialisti questa settimana hanno siglato un accordo con Esquerra che dovrebbe dargli abbastanza voti per poter formare un governo.

I negoziati con i catalani si sono rivelati complessi fino all'ultimo momento. Venerdì scorso, i giuristi del consiglio elettorale spagnolo hanno votato per spogliare Joaquim Torra, presidente separatista della Catalogna, del suo status di deputato regionale. La decisione, che minaccia di accelerare le nuove elezioni nella regione, ha provocato una nuova ondata d'indignazione tra i sostenitori separatisti.

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