Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Riaprire le indagini sulla banda della Uno Bianca: la richiesta dei familiari delle vittime

CC0 / Pixabay.com / Carabinieri
Carabinieri - Sputnik Italia
Seguici su
I familiari delle vittime della banda della Uno bianca chiedono la riapertura delle indagini, perché ritengono che ci siano ancora tanti punti oscuri nella vicenda. Pubblicata la loro lettera aperta.

29 anni fa, a Bologna, la banda della Uno bianca uccideva tre carabinieri, Mauro Mitilini, Otello Stefanini e Andrea Moneta. I familiari, anche se i colpevoli sono in carcere e scontano la loro pena, richiedono la riapertura delle indagini sulla banda, perché ci sono secondo loro ancora dei punti oscuri da chiarire.

Questa mattina i familiari hanno consegnato una lettere ai giornalisti presenti alla commemorazione al Pilastro, la zona alla periferia di Bologna dove avvenne l’eccidio, nella quale si legge tutta la determinazione nel voler fare piena luce, anche a distanza di quasi 30 anni da quei fatti.

“Noi familiari siamo determinati nel ricercare la verità, anche se lontana e difficile da raggiungere ed auspichiamo una riapertura delle indagini".

Per i familiari, "un contributo in questa direzione potrebbe arrivare anche dalla preannunciata informatizzazione e pubblicazione degli atti processuali, così come avvenuto per altre vicende giudiziarie”.

Non sono piaciuti ai familiari delle vittime della banda della Uno bianca, riunitisi in una associazione, i permessi premio concessi negli ultimi anni ad Alberto Savi, il fratello più giovane tra i componenti della banda. Sull’ultimo permesso premio concesso durante le festività di Natale, è intervenuta la presidente dell’associazione Rosanna Zecchi, la quale non trova giusto che queste persone possano tornare a casa a trovare i propri familiari. La Zecchi, intervistata da Il Fatto Quotidiano, crede che costoro si dovrebbero vergognare di poter usufruire dei permessi premio previsti dalla legge.

I familiari ricordano anche nella lettera quanto considerino vergognoso lo sconto di pena per gli assassini dei loro cari:

“Ci batteremo affinché venga fatta piena luce sulle tante ombre che aleggiano su questa vicenda e continueremo ad opporci a vergognosi sconti di pena per coloro che si sono macchiati di crimini così efferati".
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала