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Moody’s pubblica nuovo rating per Atlantia, Autostrade (Aspi) e Aeroporti di Roma: negativo

© AP Photo / Mark LennihanAgenzia di rating Moody's
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L'agenzia di rating Moody's taglia il rating di Atlantia e delle sue società per azioni controllate, a seguito dell'approvazione del Dl milleproroghe. Articolata l'analisi di Moody's che sembra dare ragione ad Atlantia.

L’agenzia di rating Moody’s ha pubblicato la “nuova pagella” dello stato di salute di Atlantia spa, di Autostrade per l’Italia spa (Aspi), e degli Aeroporti di Roma spa.

Come si apprende dal comunicato stampa pubblicato nella tarda serata italiana del 3 gennaio, Atlantia passa da Ba1 a Ba2 per quanto riguarda il rating senior non garantito e da Ba1 a Ba2 il rating a medio termine in euro.

Autostrade per l’Italia spa subisce un downgrade da Baa3 a Ba1, mentre Aeroporti di Roma spa passa da Baa2 a Baa3.

Perché Moody’s ha tagliato il rating di Atlantia?

Il taglio di rating “riflette la crescente pressione politica sul gruppo Atlantia e il crescente rischio di perdite quale diretta conseguenza della pubblicazione del decreto legge numero 162 del 30 dicembre 2019 (decreto milleproroghe), nel quale il governo italiano ha retroattivamente e unilateralmente modificato i termini e condizioni delle concessioni autostradali nel Paese”.

Gli Aeroporti di Roma subiscono il downgrade perché fanno parte al 100% di Atlantia e quindi Moody’s, nel caso di forte criticità per il gruppo, teme ripercussioni anche su questa società.

L’analisi di Moody’s sulle modifiche unilaterali al contratto Aspi

Moody’s effettua una sua analisi sulle modifiche unilaterali che il governo italiano ha introdotto con il milleproroghe, e fa notare che se dovesse essere convertito in legge esso aprirà un contenzioso legale tra le parti che avrà sicure ripercussioni su Atlantia, ma anche sull’Italia.

L’agenzia di rating fa notare infatti che si potrebbe arrivare alla Corte europea e che in questo caso Atlantia potrebbe vincere, perché nel 2006 la Commissione europea sanzionò l’Italia per aver tentato di modificare unilateralmente le concessioni con il decreto legge numero 262 del 3 ottobre 2006.

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