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L'anno che verrà: per metà degli italiani nel 2020 non cambierà nulla

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La metà degli italiani non si aspetta nulla di nuovo dal 2020, ma il 27% si dice ottimista. Matteo Salvini è il più odiato e allo stesso tempo il più amato dagli italiani, insomma il personaggio dell'anno. In generale è diminuita la fiducia nei leader e nei partiti.

Secondo quanto rilevato dalle indagini di Demos per il quotidiano la Repubblica, gli italiani non hanno grosse attese per il 2020. Piuttosto incombe una cappa di rassegnazione. Solo il 27 percento degli intervistati si è detto ottimista, il 7% in meno rispetto all'anno scorso. Di contro, quasi la metà (il 48%) ritiene che il nuovo anno non porterà alcuna novità rispetto a quello appena trascorso. Diminuiscono al 22%, di appena un punto, i pessimisti, quelli che credono che il 2020 sarà un anno peggiore. 

Personaggi e avvenimenti del 2019

Per il 90% degli italiani, secondo Demos, la riduzione dei parlamentari voluta dal M5S è un fatto positivo. 

Nonostante questa valutazione, i pentastellati, rivelazione del 2018, sono in caduta libera e lasciano la scena al protagonista indiscusso del 2019: Matteo Salvini. 

Per il 21% degli intervistati è il miglior politico dell'anno, per il 34% il peggiore, affermandosi come figura centrale per il 55% degli italiani, proprio come Matteo Renzi nei suoi tempi d'oro. L'ex premier però ha perso il suo protagonismo e segue Salvini e Di Maio (16%) nella classifica dei peggiori. 

Tra i migliori, sempre dopo il leader leghista, ex equo al 15%, troviamo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il premier Conte. Quest'ultimo, secondo il sondaggio di fine anno curato da Ipsos per il Corriere della Sera, si afferma come leader preferito dagli italiani. 

I leader e i partiti politici

Le rilevazioni dell'Istituto guidato da Nando Pagnoncelli, delineano una crisi di sfiducia generale nei confronti dei politici. 

L'unico personaggio che ha accresciuto il suo consenso è Giorgia Meloni, che è passata da un 31% a 36% di approvazione, guadagnandosi il terzo posto dopo Conte e Salvini. Mentre Luigi Di Maio, in caduta libera, perde più della metà dei consensi, passando dal 45% al 21%, e scende al quinto posto, dietro Zingaretti e avanti solo a Renzi e Berlusconi.

Anche il leader più popolare, Giuseppe Conte, è passato dal 64% del gennaio 2019 al 47%, mentre Salvini dal picco del 58% raggiunto a marzo è adesso sceso al 38%.

Per quanto riguarda i partiti, invece, secondo i dati di Ipsos, dalle elezioni del 2018 la Lega ha quasi raddoppiato il suo consenso. Ma da gennaio 2019 ad ora è passata dal 35,1 al 31,5%. Dopo aver sfiorato il 36% ha intrapreso un percorso in discesa, dissipando punti di consenso, probabilmente andati in favore di Fratelli di Italia, cresciuto da inizio anno quasi linearmente dal 3% al 10,3%. 

Crollo dei cinquestelle che hanno più che dimezzato il loro elettorato. Dal 32,7% ottenuto alle elezioni, si sono presentati a gennaio 2019 con il 25% delle approvazioni. Da allora il consenso del moVimento si è eroso inesorabilmente, arrivando a dimezzarsi (16,6%) a fine novembre. Nelle ultime settimane ha visto una lieve ripresa, ma il consenso del M5s resta fermo al 17,7%. 

 

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