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Mattarella agli italiani: "impariamo a guardarci come ci guardano dall'estero"

© Foto : QuirinaleIl Presidente Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno
Il Presidente Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno - Sputnik Italia
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è collegato dal Quirinale per il tradizionale messaggio di fine anno ai cittadini italiani. Un discorso incentrato sul concetto di identità nazionale e un augurio per un futuro che in realtà risulta essere già arrivato.

Il Presidente della Repubblica ha rivolto il suo discorso di fine anno ai cittadini italiani: un intervento durato circa 15 minuti, impostato su tono meno solenne, per cercare di definire meglio con i cittadini alcuni concetti come l'identità e la coesione nazionale e con uno stile proiettato sul'anno che verrà.

"Questa sera, care concittadine e cari concittadini, entriamo negli anni venti del nuovo secolo. Si avvia a conclusione un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi. In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società. ​Desidero, anzitutto, esprimere a tutti voi l’augurio più cordiale per l’anno che sta per iniziare, poiché si tratta, anche, di un’occasione per pensare – insieme - al domani", così ha iniziato il suo messaggio di fine anno il Presidente Mattarella.

​Il valore dell'identità nazionale

"Mi è stata donata, poco tempo fa, una foto dell’Italia vista dallo spazio. [...] Proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero. Come vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità", afferma il Presidente, augurandosi che gli italiani comincino a considerare sé stessi come gli altri ci considerano dall'estero.

​"Non soltanto per il richiamo della sua arte e dei paesaggi, per la sua creatività e per il suo stile di vita; ma anche per la sua politica di pace, per la ricerca e la capacità italiana di dialogo nel rispetto reciproco", prosegue il Presidente. Non è mancato il ringraziamento al lavoro svolto dalle Forze armate in favore della stabilità internazionale e contro il terrorismo.

Coesione sociale e diminuzione divario Nord-Sud

"Abbiamo problemi da non sottovalutare. Il lavoro che manca per tanti anzitutto. Forti diseguaglianze. Alcune gravi crisi aziendali. L’esigenza di rilanciare il nostro sistema produttivo. [...]  Vi è un’Italia spesso silenziosa che non ha mai smesso di darsi da fare.Dobbiamo creare le condizioni che consentano a tutte le risorse di cui disponiamo di emergere e esprimersi senza ostacoli e difficoltà. [...] In particolar modo, è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali, ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo", queste le parole del Presidente a favore di un lavoro più omogeneo per il bene del Paese.

​Nuove generazioni e cambiamenti climatici

"La fiducia va trasmessa ai giovani, ai quali viene sovente chiesta responsabilità, ma a cui dobbiamo al contempo affidare responsabilità. Le nuove generazioni hanno – ad esempio – chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle future generazioni ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo,di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria", spiega Mattarella, esprimendo la propria vicinanza a città come Venezia, come quelle colpite dal sisma l'ultimo anno e le città inquinate del Paese. 

Tra gli altri temi toccati dal Presidente non è mancato l'augurio nei confronti di una maggiore cura per gli anziani, riferendosi alla situazione demografica descritta anche da Istat nel suo ultimo rapporto, ma anche per i giovani, continuando a lavorare contro la fuga all'estero dei cervelli italiani. Un saluto particolare lo ha fatto il Presidente a favore delle città come Matera, capitale italiana della cultura 2019, e Parma che sarà capitale italiana della cultura 2020.

I saluti finali del Presidente

Da non dimenticare Luca Parmitano, che il Presidente ha citato a conclusione del suo discorso: "Per tutti, saluto Luca #Parmitano – il primo astronauta italiano al comando della stazione spaziale internazionale – impegnato nella frontiera avanzata della ricerca nello spazio, in cui l’Italia è tra i principali protagonisti; da lassù, avverte quanto appaiano incomprensibili e dissennate le inimicizie, contrapposizioni, violenze in un pianeta sempre più piccolo e raccolto. Lui mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere. È questo l’augurio che rivolgo a tutti voi , #Buon2020!" ha concluso Mattarella.

Quest'anno il tradizionale messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica Mattarella ha cambiato location: un salone poco noto del Quirinale per rivolgersi ai cittadini nella maniera meno formale possibile, rispetto allo «studio alla Palazzina» con la scrivania alle spalle, è il luogo scelto dal presidente per il discorso di fine anno tenutosi alle 20.30 e trasmesso a reti unificate.

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