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Sardine scrivono a Salvini per difendere militante "Nibras: è italiana e minacciata"

© REUTERS / Yara NardiLe sardine
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Le Sardine, per bocca di uno dei volti più noti del movimento Lorenzo Donnoli, si sono rivolte con una lettera aperta a Matteo Salvini per difendere la militante Nibras Asfa, ragazza di origine palestinese intervenuta dal palco di San Giovanni durante la manifestazione romana e schernita dal leader leghista sui social.

"Senatore Matteo Salvini, creare un clima sociale in cui una donna non si sente libera, non è cristiano. Nibras è italiana, e da due settimane riceve minacce indicibili con numeri da record, così, per divertirsi, che lei ha stimolato e fomentato," così inizia il post su Facebook Lorenzo Donnoli.

Ha poi ricordato che i veri cristiani aiutano il prossimo, utilizzano comprensione, ironizzando così sull'affondo del leader leghista nei confronti di Nibras Asfa per il suo intervento in Piazza San Giovanni a Roma.

Donnoli prosegue il post ricordando quelle che secondo lui sono le malefatte di Salvini in politica.

"Per ora le uniche cose che ha asfaltato, senatore Salvini, le ricordo essere: i diritti degli operai, sempre meno tutelati per colpa delle sue leggi; la possibilità di riutilizzare i beni confiscati alle mafie, che ora se li ricomprano allegramente, e che dovrebbero tornare alla comunità; il sorriso di milioni di donne e di uomini che hanno il difetto di non condividere con lei sesso, orientamento religioso, sessuale o politico e che affrontano, ogni giorno, violenze verbali e fisiche in costante aumento. Ha asfaltato anche la possibilità di avere un confronto libero, privo di insulti e parole che richiamino all'aggressività".

Poi Donnoli attacca Salvini, accusandolo di raccontare bugie e fandonie.

"Lei si è fatto eleggere al Senato della Repubblica coi voti dei cittadini calabresi. Cittadini che l’hanno votata sperando che il candidato premier potesse usare il suo potere e il suo spazio per parlare ogni giorno di nuovi strumenti per la lotta alla ‘Ndrangheta e alle mafie tutte, di malasanità, di lavoro e infrastrutture che mancano in una terra bellissima da cui si può semmai fuggire come unica alternativa". 

Donnoli prosegue l'attacco contro Salvini, accusandolo di raccontare "bugie e fandonie" agli italiani.

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"Può dirsi cristiano colui che sceglie, con una platea di milioni di seguaci, di esporre alla gogna mediatica chi la pensa diversamente? Addirittura una ragazza che leggeva l’articolo 3 della nostra Costituzione ed il ragazzo autistico che l’ha invitata sul palco di Roma? Non faccia il furbo, senatore, lo sa bene cosa significa pubblicare sulla sua pagina la mia faccia e quella di Nibras: lo ha già fatto a Mattia, a Jasmine e a troppe donne. Si dovrebbe rileggere la risposta di Jasmine. Significa dare un grosso contributo a mettere in pericolo la tranquillità e la libertà delle persone che non la pensano come lei", prosegue Donnoli.

L'esponente delle Sardine invita Salvini a leggere i commenti dei suoi suoi post sui social per rendersi conto del clima d'odio che avrebbe messo in piedi.

"E sì, da fastidio chi si definisce cristiano e pensa ad aumentare le armi in circolazione invece che fermare la strage di donne ammazzate da uomini violenti e la strage di lavoratori che muoiono sul posto di lavoro: questa è l’Italia, appurato che cristianità e sicurezza sono parole che non fanno parte realmente del suo vocabolario, cosa rimane? Temo solo qualche parola violenta uscita come un rigurgito, particolarmente disgustoso, dopo 49 milioni di bicchieri di vodka", conclude Donnoli.
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