Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Lorenzo Fioramonti risponde alle accuse di non aver restituito lo stipendio da parlamentare

© REUTERS / Remo CasilliLorenzo Fioramonti
Lorenzo Fioramonti  - Sputnik Italia
Seguici su
L'ex ministro dell'Istruzione e membro del M5s, Lorenzo Fioramonti, si difende dalle accuse che gli vengono mosse sulla mancata restituzione dello stipendio da parlamentare e attacca la poca trasparenza del sistema.

Fioramonti risponde direttamente alle accuse mosse dai giornalisti Marco Travaglio e Andrea Scanzi, sulla presunta non restituzione di parte dello stipendio da parlamentare ai cittadini italiani. I parlamentari del M5s, da regolamento di partito, sono tenuti a versare parte consistente dello stipendio a un fondo comune.

Secondo l’accusa l’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti avrebbe versato solo le quote del 2018 e non sarebbe in regola con quelle del 2019, ma in un post Facebook, spiega come stanno le cose dal suo punto di vista.

“Come ho spiegato in un post, le mie rendicontazioni sono state puntuali per tutto il 2018. Basta consultare il sito tirendiconto.it per vederlo. Poi, all'inizio di quest'anno, quando si è passati da una donazione sul Bilancio dello Stato ad un bonifico da effettuare su un conto privato (che ha suscitato non poche polemiche nel gruppo parlamentare), centinaia di parlamentari hanno sospeso le restituzioni in attesa di chiarimenti. Nel mio caso, ho continuato a farle sul conto del Bilancio dello Stato e poi ho deciso di devolvere gli ultimi mesi (per un totale di meno di 20 mila euro, e non di 70 mila come riportato dai giornali) al Tecnopolo Mediterraneo per lo Sviluppo Sostenibile, centro pubblico di ricerca in procinto di attivazione a Taranto”.

Il metodo “farraginoso e poco trasparente delle restituzioni del M5s”

L’ex ministro del M5s Fioramonti denuncia anche il metodo delle restituzioni del suo partito.

“In tanti, abbiamo contestato il metodo farraginoso e poco trasparente con cui si gestiscono le nostre restituzioni. Lo abbiamo fatto in molteplici riunioni di gruppo, perché è giusto che i panni sporchi si lavino in famiglia. Poi, quando abbiamo capito che non si andava da nessuna parte, lo abbiamo fatto anche pubblicamente. Io lo scrissi in un articolo pubblicato (guarda un po') su Il Fatto Quotidiano proprio all'inizio di quest'anno”.

Il sistema delle restituzioni gestito da una società privata

A quanto pare al M5s piace far gestire alle società private i pezzi più importanti della sua politica interna, a partire dalla piattaforma di voto interno Rousseau. Ma anche le restituzioni sono gestite da una società esterna, lo scrive Fioramonti nel suo lungo post che segna ulteriormente la sua distanza dal Movimento 5 stelle.

“Qualcuno potrebbe chiedersi: ma avete accettato tutto questo quando vi siete candidati? La risposta è no, perché il metodo è stato scelto (o meglio imposto) dopo le elezioni, andando palesemente contro quanto annunciato ai candidati in campagna elettorale. Per fortuna, nell'epoca di WhatsApp, tutto rimane scritto. Compreso il risentimento dei parlamentari (molti dei quali non avrebbero il coraggio di sostenerlo in pubblico) e l'imbarazzo dei gruppi dirigenti per un sistema gestito da una società, il cui ruolo rimane a tutti poco chiaro”.

Ritorniamo a parla re di scuola

L’ex ministro dell’Istruzione chiede ora di tornare a parlare di scuola e lo fa concretamente augurando ai nuovi ministri Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi, rispettivamente ministro dell’Istruzione e ministro dell’Università e della Ricerca.

E al neo ministro della ricerca chiede di trovare 50-60 milioni di euro per assumere almeno 1.000 ricercatori di Tipo B (RTDb).

“Non mi si dica che non possiamo permettercelo”, conclude Fioramonti.
Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала