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Lavrov: "La Russia non cerca il conflitto con gli USA ma risponderà ad eventuali attacchi"

© Sputnik . Aleksandr ScherbakSergey Lavrov
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Il ministro degli Esteri russo, intervistato da Sputnik, ha spiegato che la Russia è pronta a discutere con gli USA alcune questioni di primaria importanza, prima tra tutte la necessità di garantire una stabilità geopolitica e strategica.

La Federazione Russa non ha intenzione di creare situazioni di conflitto con gli Stati Uniti d'America, ma è pronta a rispondere a delle eventuali azioni di aggressione perpetrate da Washington.

A sostenerlo, in un'intervista a Sputnik, è il ministro degli Esteri di Mosca Sergey Lavrov:

"Siamo realisti per quanto riguarda le prospettive di un dialogo russo-americane, soprattutto in virtù del quadro politico non semplice che si vive negli USA e dell'imminenza delle elezioni presidenziali. Gli ultimi atti di inimicizia di Washington ne sono una chiara testimonianza. Da parte nostra, prenderemo tutte le misure necessarie al fine di garantire la nostra sicurezza, di difendere i cittadini russi e l'economia del Paese, e di poter rispondere in maniera adeguata agli atti di aggressione. Ciò detto, non siamo in cerca di conflitti", ha spiegato il ministro.

Lavrov ha poi aggiunto che Mosca è aperta al dialogo al fine di studiare delle soluzioni alle principali questioni internazionali che possano soddisfare ambedue i paesi e tutta la comunità internazionale:

"Le nostre proposte per la normalizzazione dei rapporti  in diversi ambiti continuano a restare valide. Alcune di esse possono essere realizzate già nel prossimo futuro, come ad esempio il dare vita a un Consiglio sulle questioni economiche e ad un Consiglio di esperti", sono state le parole di Lavrov.
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In chiusura, il diplomatico russo ha sottolineato, tra le varie proposte, quella di mettere in atto uno scambio di lettere d'intenti tra USA e Russia, che contengano l'impegno a non interferire negli affari interni dell'altro Paese e che affrontino le questioni della cybersicurezza, dell'inaccettabilità di un conflitto atomico, prevedendo dunque l'estensione del trattato NEW Start e la moratoria sulla dislocazione degli euromissili ed altre misure atte a garantire la stabilità strategica e geopolitica:

"Giudicheremo l'atteggiamento degli Stati Uniti solo in base ai fatti", ha concluso il ministro degli Esteri.
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