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"Crescerà il sentimento antiamericano": i rischi delle sanzioni al Nord Stream 2

© Sputnik . Ilya Pitalev / Vai alla galleria fotograficaCostruzione Nord Stream 2
Costruzione Nord Stream 2 - Sputnik Italia
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Il governo tedesco si oppone alle sanzioni statunitensi contro le imprese europee, comprese quelle tedesche, coinvolte nella costruzione del Nord Stream 2.

Tale dichiarazione è stata rilasciata dalla portavoce del Consiglio dei ministri, Ulrika Demmer. Tempo fa il Congresso degli Stati Uniti ha adottato un progetto di bilancio per la difesa che prevede tali sanzioni. I parlamentari russi hanno osservato che minacciando i Paesi dell'UE con sanzioni Washington non fa altro che alimentare il sentimento antiamericano.

La Germania si oppone alle sanzioni extraterritoriali statunitensi ai danni delle imprese europee e tedesche. Lo ha affermato la portavoce Ulrika Demmer.

"Il governo tedesco è contrario alle sanzioni extraterritoriali, rifiutiamo questa pratica che colpisce le imprese tedesche ed europee. Alla luce delle trattative di ieri sul transito del gas attraverso l'Ucraina, tali misure da parte degli Stati Uniti, giustificate principalmente per proteggere l'Ucraina, sono incomprensibili", ha detto durante il briefing.

Si osservi che tempo fa il Congresso degli Stati Uniti ha adottato un progetto di bilancio per la difesa che prevede sanzioni contro le imprese europee che partecipino alla costruzione del Nord Stream 2. Al momento il documento è in attesa della firma del presidente Donald Trump.

Queste restrizioni si applicheranno anche alle aziende tedesche. La cancelliera tedesca Angela Merkel intende condurre negoziati "decisi" durante i quali farà notare che una politica del genere è inaccettabile.

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"Siamo contro le sanzioni extraterritoriali, e non solo dopo la decisione di ieri. Abbiamo lo stesso problema anche con l'Iran. Non vedo altra opzione se non quella di negoziare, ma per negoziare con decisione che non accettiamo questa pratica, aspettiamo di vedere come si la faccenda relativa al Nord Stream", ha dichiarato Merkel il 18 dicembre.

Il tabloid tedesco Bild ha paragonato questa dichiarazione di Merkel come una "esplicita dichiarazione di guerra".

Se gli Stati Uniti non cambiano la loro politica nei confronti della Germania, le relazioni tra i paesi continueranno a deteriorarsi. Lo ha affermato il vice presidente del Consiglio per gli Affari esteri Vladimir Yabarov.

"Se gli americani continuano su questa linea, il deterioramento delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Germania sarà inevitabile. E avrà effetti molto negativi sia per l'Europa che per gli Stati Uniti. La Germania è il fiore all'occhiello dell'UE, uno dei suoi principali Paesi. Se le relazioni si deteriorano, anche le relazioni commerciali crollano. E si tratta di un fatturato commerciale molto serio", ha dichiarato.

Secondo Yabarov, non stiamo ancora parlando di una "guerra", ma le relazioni tra Washington e Berlino sono effettivamente peggiorate in maniera evidente.

"Non c'è nessuna guerra, c'è un grave deterioramento delle relazioni. È semplicemente insolito che una cosa del genere accada tra la Germania e gli Stati Uniti che per decenni sono stati alleati stretti e hanno vissuto in completa armonia", ha affermato Yaborov.

I provvedimenti unilaterali adottati dagli Stati Uniti alimenteranno il sentimento antiamericano in Europa, ha affermato Anton Morozov, membro della commissione della Duma di Stato per gli affari esteri.

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"Potremmo parlare dell'inizio di una sorta di "movimento di liberazione", di "guerra di liberazione" dall'influenza statunitense sul continente europeo. Infatti, è ovvio che tali sanzioni e le decisioni che impongono all'Europa sono in contrasto con gli interessi economici degli Stati europei e perseguono esclusivamente gli interessi degli Stati Uniti. Pertanto, non c'è dubbio che questi sentimenti antiamericani cresceranno e si prenderanno decisioni consone", ha dichiarato.

"Non si può ricorrere alle sanzioni"

Anche altri noti politici tedeschi si sono espressi contro le sanzioni. Ad esempio, la copresidente della coalizione al potere del Partito socialdemocratico tedesco (SPD), Saskia Esken, ha definito le restrizioni "un passo non particolarmente amichevole" aggiungendo che si dovrebbe dare una risposta diplomatica.

"Ora dobbiamo rispondere, ma naturalmente in maniera diplomatica", ha dichiarato.

Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo, deputato tedesco al Parlamento Europeo, ha espresso un'opinione simile.

"Le azioni degli Stati Uniti in relazione alla Nord Stream 2 sono inappropriate", ha detto. “Non si dovrebbe ricorrere a sanzioni contro un amico e un partner per metterne alle strette l'economia".

Le controversie relative al Nord Stream 2 non sono le uniche esistenti nell’ambito delle relazioni tra Germania e Stati Uniti. Washington continua ad insistere per aumentare i finanziamenti di Berlino per le spese militari.

Ad esempio, a giugno Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti pagano per proteggere la Germania, mentre Berlino paga Mosca per le risorse energetiche. Così, il presidente degli Stati Uniti ha spiegato che la Germania "paga un potenziale avversario da cui dovremmo proteggerla".

"La Germania paga alla Russia miliardi di dollari per le risorse energetiche. Ossia, pagano miliardi a un Paese da cui dobbiamo proteggerli. In più, la Germania evita di versare i propri contributi per la difesa", ha dichiarato in un’intervista.

A inizio dicembre l'ambasciatore degli Stati Uniti a Berlino Richard Grennell ha ricordato che la Germania non soddisfa il requisito del 2% da versare nel bilancio della NATO per le spese di difesa.

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"La Germania, che è il paese più ricco d'Europa, aumenterà la sua spesa per la difesa dall'1,38% all'1,42% del PIL il prossimo anno. Tuttavia, sulla base dei dati di bilancio attuali, scenderà all'1,25% entro il 2023. La cancelliera Angela Merkel ha definito "realistico ma difficile" l'obiettivo del 2% del PIL entro il 2031. Finora il suo governo non ha offerto all'alleanza un piano convincente come promesso per il 2014", ha scritto l’ambasciatore.

Le relazioni tra Germania e Stati Uniti al momento non possono essere paragonate a quelle che vi erano durante la presidenza di Barack Obama, ha dichiarato Stanislav Byshock, direttore esecutivo della CIS-EMO.

"Questo non è in alcun modo paragonabile al fondo toccato, ad esempio, dalle relazioni tra la Russia e gli Stati Uniti. Bisogna sempre capire il metro di paragone (dei giornalisti, NdR). Solitamente infatti tali relazioni sono messe a confronto con l'idillio che c'era con Obama quando tutto veniva deciso in via amichevole", ha dichiarato Byshock.
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