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Nord Stream 2, la Russia ha abbastanza navi per completare il gasdotto senza l'aiuto europeo

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Sarebbero già stati individuate alcune chiatte dotate della capacità di installare le ultime sezioni del gasdotto.

Nonostante le sanzioni extraterritoriali americane e nonostante il disimpegno di alcune delle società europee da esse colpite il Nord Stream 2 si farà.

Parola di Alexander Novak, ministro dell'Energia russo che in un'intervista ai media ha mostrato sicurezza circa il fatto che i lavori sul gasdotto saranno completati nei tempi previsti.

"A dispetto di tutti i fattori che stanno remando contro il progetto, ci aspettiamo che il gasdotto Nord Stream 2 venga completato in tempi breve.

Il ministro ha espresso i propri dubbi circa il fatto che le restrizioni imposte da Washington possano bloccare del tutto il progetto, dal momento che lo stesso si trova già in fase di ultimazione e che ulteriori azioni punitive da parte degli USA non porterebbero altro che malcontento tra gli alleati di questi ultimi.

Le alternative ad Allseas

Nelle scorse ore la svizzera Allseas, una delle compagnie europee impegnate nella joint venture di Gazprom sul Nord Stream 2, ha annunciato il ritiro delle sue navi dal Mar Baltico, dove sono attualmente in corso i lavori di costruzione.

La Russia ha cominciato già a vagliare le alternative e prende piede la possibilità di impegnare tre chiatte della MRTS, un'altra compagnia russa, per il piazzamento e l'installazione delle ultime sezioni del gasdotto.

La stessa Gazprom, poi, potrebbe mettere a disposizione una delle sue navi, la Akademik Cherskiy, la quale può essere altrettanto in grado di svolgere il compito.

Le sanzioni americane sul Nord Stream 2

Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump ha messo la firma su un documento che prevede l'introduzione di nuove sanzioni contro la costruzione del gasdotto Nord Stream 2, con misure che vanno a colpire le persone fisiche e giuridiche coinvolte nei lavori sul progetto, annullando i loro visti per gli Stati Uniti e congelando i loro conti bancari nel Paese.

Tale mossa è stata definita da Mosca "un perfetto esempio di competizione sleale", che ha a sua volta accusato Washington di voler semplicemente vendere in Europa il proprio gas.

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