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Di Maio attacca Bankitalia su vigilanza bancaria: "Silenzio imbarazzante, faccia autocritica"

© AP Photo / Virginia MayoLuigi Di Maio
Luigi Di Maio  - Sputnik Italia
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Per Di Maio serve una riforma della vigilanza bancaria che preveda più voce in capitolo per il parlamento. Critica Bankitalia su Bpb.

Sul crac della Banca Popolare di Bari il ministro degli Esteri Luigi Di Maio continua ad attaccare Bankitalia. "Bankitalia faccia autocritica, il suo silenzio è imbarazzante" ha dichiarato al Sole 24 Ore.

"Che qualcosa non funzioni nella vigilanza bancaria credo ormai sia sotto gli occhi di tutti. - ha aggiunto - Serve una riforma che dia al Parlamento più voce in capitolo, con le giuste precauzioni, nella scelta dei vertici, e la vigilanza va riformata per essere maggiormente incisiva negli interventi preventivi".

E' probabile che questa vicenda determinerà un cambiamento sia delle regole di vigilanza bancaria che della struttura dell'istituto a cui spetta questo compito. Negli scorsi giorni, infatti, lo stesso Di Maio al programma di Bruno Vespa, aveva parlato aveva dichiarato:“Io penso che nei prossimi mesi sia utile affrontare una riforma della governance di Bankitalia”.

Commissariamento e salvataggio della Bpb

Lo scorso 13 dicembre la Banca popolare di Bari è stata commissariata da Banca d’Italia, che ne ha disposto infatti lo scioglimento degli organi di gestione.

Il 16 dicembre, dopo un cdm di 90 minuti, il governo ne ha disposto il salvataggio con un dl finalizzato anche a creare una banca di investimento per il sud, che porta il titolo "Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento".

Misure finalizzate "al superamento di questi ostacoli strutturali e a ridurre il divario di sviluppo economico tra il Mezzogiorno e le regioni del Centro-Nord". Così si legge nella relazione tecnica che mette al centro del problema la "dimensione eccessivamente contenuta" degli istituti di credito del meridione.

Il salvataggio avverrà con un finanziamento di 900 milioni di euro a Invitalia  per rafforzare il patrimonio del Mediocredito Centrale "affinché questa promuova, secondo logiche di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi anche attraverso il ricorso all'acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni".

 

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