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Rimosso dalla Sogin il monolite radioattivo da impianto in Basilicata

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L'ultima impresa della società statale nata per lo smantellamento del nucleare nel Belpaese ha rimosso un blocco di cemento da 130 tonnellate pieno di rifiuti radioattivi dall'impianto di Rotondella, in Basilicata.

Un blocco di cemento da 130 tonnellate stracolmo di rifiuti radioattivi, è stato suddiviso in quattro parti e stoccato in un deposito temporaneo. Un cantiere di sette anni e mezzo per rimuovere il monolite che riempiva la fossa 7.1 dell’impianto Itrec di Rotondella è terminato dopo 6 manovre con la gru. Il progetto è stato realizzato dalla Sogin, che è riuscita a trasformare in reversibile ciò che negli anni Sessanta era stato concepito per essere irreversibile.

Il gigante da 54 metri cubi era seppellito a 6,5 metri di profondità e tuttora nasconde in pancia 220 fusti di scorie a media attività. 

"I barili in questione contengono combustibile di testa e coda attivato all'interno del reattore ma non di fissione, quindi privo di radionuclidi fissili, senza uranio, plutonio o torio (materiali altamente radioattivi - ndr)", ha spiegato Emanuele Fontani, appena nominato ad di Sogin.

Ora il monolite di cemento incapsulato in uno strato d’acciaio inox di un centimetro aspetta una soluzione definitiva a livello nazionale, ovvero la collocazione in un deposito per cui si aspetta l’approvazione della carta Cnapi con i criteri sismici appena aggiornati e la successiva pubblicazione delle aree adatte da parte del ministero dell’Ambiente. Quando entrerà in funzione a pieno regime, il centro dovrà accettare 72mila metri cubi di rifiuti a medio-bassa attività provenienti dalle 4 centrali nucleari italiane e altrettanti centri di lavorazione gestiti dalla Sogin.

"Il monolite di Rotondella è al sicuro, possiamo monitorarlo giorno e notte, conservarlo sotto terra significava procedere alla cieca, potendo la falda entrare in contatto con i radionuclidi", ha rilevato Fontani.

"Quando la politica deciderà, il materiale potrà partire per la destinazione finale. Inoltre, abbiamo predisposto l’area per cementificare gli altri rifiuti ad alta attività del centro", ha aggiunto il manager della Sogin.

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