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Progresso o eugenetica? Scienziato sviluppa app di incontri basata sul DNA

© Fotolia / KurhanAnalisi di laboratorio
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Uno scienziato di Harvard sta sviluppando un'app di incontri basata sul DNA per ridurre la probabilità di malattie genetiche. Ma c’è chi in tutto questo vede presagi di un futuro distopico mentre altri ricordano i drammatici causati dell’eugenetica della prima metà del secolo scorso.

L’idea di partenza del genetista George Church della Harvard University è, in apparenza, molto semplice – se certe malattie genetiche gravi si manifestano solo quando entrambi i genitori trasmettono lo stesso carattere recessivo al figlio, allora non basterebbe forse semplicemente non far incontrare due potenziali partner portatori dello stesso gene patologico?

Certo, nessuno si pone il problema al primo incontro, ma neppure al secondo, eppure quando nascono bambini con patologie serie il problema ce se lo pone eccome – si sarebbe potuto evitare? In effetti in alcuni casi, non tutti per la verità, è tutta questione di combinazioni rare di geni recessivi. Ogni cromosoma è formato da un doppio filamento di DNA, uno fornito dal padre, l’altro dalla madre. Essendo ogni carattere doppio, la natura ha modo di scegliere di volta in volta il carattere migliore e nascondere l’altro. Quando però due caratteri identici e recessivi occupano la stessa posizione ecco che la natura non ha scelta, deve per forza utilizzarne uno ‘sbagliato’. Non facendo incontrare combinazioni possibili di portatori dello stesso carattere debole ecco che si potrebbero evitare alcune manifestazioni genetiche indesiderate.

Tra l’altro la cosa di per sé non sarebbe neppure una novità, come fa notare lo stesso Washington Post che intervista il genetista Church. Esiste infatti il precedente, piuttosto famoso per altro e argomentatamente da alcuni contestato, del Dor Yeshorim.

Il Dor Yeshorim

Il Dor Yeshorim, chiamato anche ‘Comitato per la prevenzione delle malattie genetiche ebraiche’, è un'organizzazione che ha sede a New York, ma uffici anche in Israele e altri Paesi, che si dichiara senza scopo di lucro e che offre screening genetici ai membri della comunità ebraica in tutto il mondo. Il suo obiettivo è ridurre al minimo l'incidenza di alcuni disturbi genetici comuni agli ebrei, come la malattia di Tay-Sachs. Ecco quindi una prima critica che può sorgere spontanea – se per ridurre le probabilità di malattia non servirebbe fare altro che eliminare le probabilità di icontrare i geni doppi persistenti in certe comunità, perché allora semplicemente non mischiarsi con altre comunità?

L’eugenetica

Il termine eugenetica indica tutto un insieme di teorie e pratiche miranti a migliorare la qualità genetica di una certa popolazione. Ma l’eugenetica venne anche utilizzata per giustificare la politica razziale della Germania nazista e ricorda i momenti più drammatici vissuti dall’umanità nel secolo scorso. Il programma di ‘igiene razziale’ di Hitler prese spunto proprio da questa.

L’intervista a George Church

Il genetista Church per la verità era già stato al centro di polemiche per le sue idee giudicate quantomeno ‘stravaganti’ e le sue amicizie ‘compromettenti’. Recentemente si era dovuto giustificare per aver ricevuto mezzo milione di dollari in donazioni da parte di Jeffrey Epstein tra il 2005 e il 2007, il finanziere morto in circostanze misteriose in carcere e famoso per il suo giro di prostituzione minorile di alto bordo. In passato era balzato inoltre agli onori delle cronache per aver sostenuto di voler riportare in vita il mammut lanoso o invertire il processo di invecchiamento nell’uomo.

Ora però afferma che la sua idea sia semplice e facile da realizzare – non servirà altro che inviare un campione organico per il sequenziamento del genoma e le caratteristiche del proprio DNA entreranno a far parte dei criteri di ricerca dell’app di incontri, escludendo automaticamente quei pochi casi in cui esisterà la possibilità di incontri geneticamente ‘inconvenienti’.

Nella sua intervista in ’60 minuti’ alla CBS domenica e in quella concessa poi al Washington Post Church spiega il suo progetto e difende le sue buone intenzioni.

Premettendo la sua forte opposizione all’eugenetica Church ha così spiegato la sua posizione:

"Ci sono molte malattie che non sono poi così gravi e che possono invece essere addirittura utili alla società nel fornire diversità. Questo non vorremmo perderlo. Ma dobbiamo affrontare l’ipotesi di bambini che nascano con malattie genetiche molto gravi capaci di causare molto dolore e sofferenza, con milioni di dollari di costi per le cure e che poi queste cure risultino magari anche inutili”.

Respingendo quindi ogni confronto con l'eugenetica, Church ha affermato che il fondamento della sua idea è nella consulenza genetica, in modo da semplicemente “aggiungere uno strumento in più a tutti gli altri criteri di ricerca per gli incontri”.

Spiegata in questo modo sembra rassicurante ma da più parti continuano a venire manifestate perplessità, giustificate per altro dal fatto che Church stesso nella sua intervista ha fatto riferimento a malattie come la Tay-Sachs che ricordano molto il già contestato caso Dor Yeshorim. Inserire un argomento così iper-razionale in un processo così invece irrazionale come l’innamoramento, interferire con il lavoro oscuro della natura, o rischiare che si creino da prima profili di ricerca di serie B e poi veri e propri cittadini di serie B, sulla base di pure caratteristiche genetiche, è un qualcosa che non potrà che continuare a far discutere.

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