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Conte e l’evasione fiscale, 2mila euro per chi paga con bancomat

© Sputnik . Aleksey Vitvitsky / Vai alla galleria fotograficaGiuseppe Conte
Giuseppe Conte - Sputnik Italia
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Il premier Giuseppe Conte parla del bonus per chi paga con moneta elettronica, fino a 2mila euro di cashback. E sulla lotta all'evasione afferma: 'se non la volete, mandatemi a casa'.

Chi paga con bancomat e carta di credito i suoi acquisti o altre forme di pagamenti digitali, potrà ricevere fino a 2mila euro di cashback. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ospite a Di martedì, commentando la manovra economica 2020.

La misura del bonus per chi paga con moneta elettronica, inizialmente prevedeva anche sanzioni per i commercianti che non installavano nell’esercizio commerciale il POS. Norma poi stralciata dalle successive modifiche dopo le pressioni delle associazioni di categoria e delle opposizioni.

Conte difende le sue misure anti evasione e sulla lotta al sommerso dice:

“Se non piace il piano anti evasione cercate di mandarmi a casa. Fino a quando ci sarò, lotterò contro l’evasione fino all’ultimo giorno e confido che nessuno all’interno del governo voglia interrompere questa opportunità”.

Lottare l’evasione per equilibrare i conti dello Stato

La lotta all’evasione “frutterà molto”, dice il premier Conte, è “il nostro tesoretto, il tesoretto del Paese” che vale 100 miliardi di euro, ovvero l’intera cifra del sommerso calcolata in Italia. L’obiettivo di Conte è ricavare fondi dalla lotta all’evasione fiscale, in modo da ottenere ciò che serve per “tagliare del 20, 30 fino al 50% le tasse. Non so se li recupereremo tutti ma questo è l’obiettivo”.

Dalla lotta all’evasione, alla spending review

La spending review è l’altro ‘tesoretto del Paese’ da cui il governo Conte intende recuperare fondi. La revisione delle spese dello Stato, sarà in cima all’agenda del governo dopo la revisione che si prospetta a gennaio e cioè dopo avere approvato definitivamente la legge di bilancio.

Cottarelli sull’evasione e le tasse

Ospite a Di Martedì anche Carlo Cottarelli, noto come ‘mister spending review’. Secondo l’economista questa legge di bilancio è neutra, “non fa bene né male” perché non contiene “il cambiamento di cui il Paese aveva bisogno”.

​E per quanto riguarda le tasse afferma:

“Tutta la tassazione sulla prima casa è ancora bassa. Le tasse non piacciono a nessuno ma sono necessarie, fra tassare la casa e tassare il lavoro forse è meglio la prima ipotesi”.

 

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