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Operazione Barkhane: perché la Francia non riesce a vincere la guerra nel Sahel?

© AFP 2021 / DAPHNE BENOITSoldato della 126° Fanteria francese.
Soldato della 126° Fanteria francese. - Sputnik Italia
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Per rispondere a questa domanda, Sputnik si è rivolta a un esperto della questione, oltre che a un ufficiale dell'esercito francese direttamente.

Nei giorni scorsi Emmanuel Macron ha annunciato il rinvio dell'incontro con i leader dei Paesi del Sahel, che avrebbe dovuto aver luogo il 16 dicembre, nella francese Pau.

L'intenzione del presidente francese è quella di esercitare tutta la sua influenza politica per garantirsi l'appoggio dei Paesi del Sahel, affinché essi supportino l'intervento francese nella regione.

L'Eliseo spera in un riconoscimento pubblico dell'impegno dell'esercito francese in favore dei Paesi interessati e non, con degli scopi neocolonialisti. Tale opinione, è importante tenerlo presente, comincia sempre più a serpeggiare tra la popolazione nativa di queste terre oltre che tra gli oriundi di seconda o terza generazione attualmente residenti in Francia.

Secondo il capo del gruppo analitico della Stratpol Xavier Moreau, l'intervento francese sarebbe giustificato, sebbene la situazione sia più complicata di quanto sembri in realtà.

"Il conflitto in Mali è stato iniziato volutamente ma il problema è che, più si va avanti, bisogna mantenere il controllo del territorio. Noi crediamo che la popolazione locale ci si lanci al collo solo perché li abbiamo liberato".

Gli umori antifrancesi, proprio per questo, continuano a diventare sempre più diffusi tra la popolazione. Ma perché la Francia non riesce a vincere questa guerra? Sputnik ha rivolto la domanda a un ufficiale della fanteria francese che ha preferito mantenere l'anonimato.

"Se fossi un jihadista, due settimane fa, quando sono stati abbattuti due dei nostri elicotteri, sarei andato all'attacco. Eravamo deboli, stavamo effettuando un'operazione di salvataggio e ci avrebbero potuto fare ancora molto male".

L'ufficiale ha poi raccontato dei metodi, decisamente brutali, con i quali avviene il reclutamento da parte dei jihadisti, che inficia sulla loro qualità in combattimento.

"Arrivano nei villaggi con dei pickup e se qualcuno tra i giovani si rifiuta di seguirli, minacciano di uccidere la loro famiglia. E così è difficile aspettarsi di trovare dei bravi soldati tra di loro. Non sanno neanche usare un Kalashnikov, per non parlare dei fucili da cecchino. Perciò l'unica arma che gli resta da utilizzare sono gli ordigni esplosivi".

© REUTERS / Benoit TessierSoldati dell'esercito francese impegnati nell'operazione Barkhane.
Operazione Barkhane: perché la Francia non riesce a vincere la guerra nel Sahel? - Sputnik Italia
Soldati dell'esercito francese impegnati nell'operazione Barkhane.

Il territorio del Sahel non è solo molto esteso, ma è anche popolato da un gran numero di diversi gruppi etnici. 

Il jihadismo è un fenomeno secondario rispetto ai problemi interrazziali che il governo locale si rifiuta di risolvere.

L'operazione Barkhane, in questo senso, ha un solo scopo: impedire alla regione di toccare il baratro. E non ci siamo molto lontani: basti pensare che, oggi, tra il 35 e il 40 della cocaina diretta verso l'Europa passa attraverso il Sahel.

"Quando compiono una strage su un villaggio dei Fulbe (o Fulani, ndr), ne parlano su tutti i giornali. Ma quando invece i Fulbe sterminano un villaggio dei Dogon, a nessuno importa. E sono cose che succedono ogni due o tre mesi. Amazzano 20, 30 o 40 persone. Vengono a bordo di moto, aprono il fuoco con i fucili automatici e quelli che restano vivi li finiscono con i coltelli; dopodiché incendiano le case, rubano il bestiame e se ne vanno. Se si sapesse, l'opinione pubblica occidentale cambierebbe idea. Ma dal momento che i Fulbe sono più numerosi, hanno un grande potere sui mezzi di informazione" ha raccontato il militare francese ai nostri microfoni.

La Francia si trova davanti a un enorme dilemma: "Non ci sono soluzioni - spiega Xavier Moreau - ma se ce ne andassimo, andrebbe tutto in frantumi, e verso l'Europa si scatenerebbe un'enorme ondata migratoria. Abbiamo forato la nostra stessa barca e ora stiamo cercando di rattopparla con dello scotch".

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