Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

La Norvegia rileva ancora perdite radioattive dal sommergibile sovietico affondato 30 anni fa

© FotoIl sottomarino nucleare sovietico Komsomolets
Il sottomarino nucleare sovietico Komsomolets - Sputnik Italia
Seguici su
Una spedizione scientifica norvegese ha analizzato capioni di acqua attorno al relitto del Komsomolets, il sottomarino nucleare sovietico sperimentale affondato nel 1989. Rilevate ancora perdite radioattive significative ma non pericoli diretti per pesone o fauna marina, tranquillizzano gli scienziati.

I Komsomolets era un sottomarino dell’epoca sovietica ai tempi innovativo e unico nel suo genere per capacità di profondità. Affondò il 7 aprile 1989 in seguito ad un incendio a bordo a sud-ovest di Bjørnøya nel Mare di Norvegia. Durante gli eroici tentativi di estinguere il fuoco e salvare il reattore e il conseguente calvario in acque gelide, 42 persone persero la vita, in una delle più grandi tragedie della storia della Marina sovietica. Il Komsomolets riposa da trent’anni ad una profondità di 1.700 metri con un reattore nucleare e due siluri.

Un nuovo rapporto dell’Istituto Norvegese delle Ricerche Marittime ha confermato che il relitto del Komsomolets dopo tanti anni sta ancora perdendo scorie radioattive.

Quest'estate, l'Istituto, affiancato dai colleghi russi e dalla DSA norvegese (Autorità sulle radiazioni e sicurezza nucleare), ha condotto ricerche dirette sul Komsomolets utilizzando un mini-sottomarino controllato a distanza. Grazie a questo speciale mezzo, chiamato minigir 6000 mini-sub, i ricercatori hanno prelevato campioni di sedimenti e acqua alla profondità di 1.700 metri circa, nei pressi dei resti del sottomarino. La semplice conclusione è stata che il relitto perde ancora radioattività dato che i valori rilevati, superiori alla media, potevano essere stati alterati solo dalla presenza del relitto, unica fonte possibile di radiozioni in zona. La spedizione ha anche permesso ai ricercatori di vedere il relitto con i propri occhi, poiché le uniche immagini finora disponibili erano quelle della spedizione russa datata 2007. Il livello massimo di cesio radioattivo registrato è stato addirittura 800.000 volte maggiore del livello naturale nel mare di Norvegia ma si trattava di campioni prelevati dall’interno del relitto. I rilievi esterni sono stati molto più tranquillizzanti.

​"Sulla base delle nostre osservazioni, i rilasci di 137C dal Komsomolets nell'ambiente marino sembrano variare in quantità e durata", afferma il rapporto.

Secondo il leader della ricerca Hilse Elise Heldal, la radioattività rilevata non è sorprendente, dal momento che anche una precedente ricerca russa aveva documentato perdite non allarmanti e nel complesso non significative.

“Quello che abbiamo trovato durante la spedizione ha ben poco significato per i pesci o i frutti di mare norvegesi. I livelli complessivi di radioattività nel Mare di Norvegia rimangono generalmente molto bassi e l'inquinamento proveniente dal Komsomolets viene rapidamente diluito alle profondità alle quali il relitto giace”, ha spiegato Heldal, che ha portato l'emittente nazionale NRK a concludere che “non c'è pericolo né per le persone né per la fauna ittica".

Ciò è in linea con le precedenti stime sulle possibili emissioni del sottomarino. Per altro, fanno notare gli scienziati, ci sono pochi pesci alla profondità cui giace il relitto. In secondo luogo, l'enorme massa di acqua unita alle correnti di acque profonde provoca una rapida diluizione della radioattività.

​D’altra parte però, sia l’Istituto di ricerche che il DSA hanno sottolineato il persistente bisogno di sorveglianza.

"Rimane necessaria una buona documentazione dei livelli nell'acqua del mare, nei fondali e non ultimo nei pesci e nei molluschi", ha affermato Heldal.

K-278 Komsomolets

Il K-278 Komsomolets, era un sottomarino nucleare della Marina Sovietica entrato in servizio negli anni ottanta. Fu l'unica unità della classe sperimentale Progetto 685 Plavnik (Pinna), pensato per testare alcune tecnologie particolarmente avanzate ed operare a profondità estreme. Era dotato di un doppio scafo,  quello interno in titanio. Era questo il particolare che consentiva al battello di operare a profondità ben superiori rispetto a quelle dei concorrenti occidentali. La profondità operativa era di mille metri, quella massima 1.250, quella di rottura 1.500 metri.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала