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Una nuova teoria dell’evoluzione delle dimensioni potrà in futuro salvare la civiltà

© Foto : ESA/Hubble & NASA, RELICSAmmasso di galassie PLCK G308.3-20.2 nella costellazione Uccello del Paradiso.
Ammasso di galassie PLCK G308.3-20.2 nella costellazione Uccello del Paradiso. - Sputnik Italia
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Una squadra di fisici dell’Università nazionale di ricerca nucleare “MIFI” (NIJaU MIFI) ha proposto un modello di evoluzione delle dimensioni spaziali ulteriori ad alte e basse energie.

Una squadra di fisici dell’Università nazionale di ricerca nucleare “MIFI” (NIJaU MIFI) ha proposto un modello di evoluzione delle dimensioni spaziali ulteriori ad alte e basse energie. Secondo i ricercatori, esso permetterà di chiarire il modo in cui si formò il nostro Universo, mentre potrà mostrare in futuro il percorso da fare per la sopravvivenza dell’umanità in condizioni di graduale raffreddamento. I risultati dello studio sono pubblicati sullo European Physical Journal С.

Secondo gli esperti, al giorno d’oggi nella fisica il fondamento più diffuso per la ricerca teorica è l’idea dell'esistenza di altre dimensioni oltre a quelle già note (le tre spaziali e quella temporale). Si suppone che la misura delle dimensioni ulteriori sia così piccola che gli apparecchi attuali non siano in grado di scoprirle.

Gli scienziati del NIJaU MIFI, insieme ai colleghi dell’Università federale di Kazan’, hanno analizzato il motivo per cui il nostro Universo è cresciuto fino ad avere misure gigantesche, mentre le dimensioni ulteriori sono rimaste microscopiche. Come base di partenza hanno preso la teoria del Big Bang, la grande esplosione da cui è risultato il nostro mondo e dopo la quale l’Universo ha iniziato ad aumentare le sue proporzioni.

Siamo riusciti a capire che tutto dipende dalla forma iniziale degli spazi di base e ulteriore. Si può fare questa analogia: se trovandovi sulla cima di una montagna spingete due palline per farle rotolare a valle, allora, anche se esse all’inizio erano una vicino all’altra, alla fine potranno trovarsi ai lati diversi di un valico, ha commentato il professor Sergej Rubin, titolare della cattedra di fisica delle particelle elementari del NIJaU MIFI.

Secondo le sue parole, gli scienziati dovranno poi studiare il ruolo delle altre dimensioni anche negli eventi osservabili dell’Universo giovane, nonché verificare se la misura e la forma delle dimensioni ulteriori siano le stesse in zone diverse del cosmo.

Gli scienziati hanno notato che l’assortimento dei parametri fisici osservabili è piuttosto esteso: le masse di particelle, la loro carica, il numero di tipi di particelle e così via. Di conseguenza si ritiene che lo spazio ulteriore che le descrive debba avere una forma molto complessa.

La successiva ricostruzione di questa forma rappresenta un compito difficilissimo, per la cui risoluzione occorre più di un decennio.

Gli scienziati sottolineano che al pari di tutte le altre ricerche fondamentali, anche questo lavoro è un tentativo di conquistare nuove conoscenze che potranno essere sfruttate in futuro per la conservazione della civiltà dell’Universo, che va raffrendandosi gradualmente dopo il Big Bang.

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