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Sardine, a Roma il primo congresso nazionale: obiettivo il 25% degli italiani

© AFP 2021 / Filippo MonteforteMattia Santori
Mattia Santori - Sputnik Italia
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Ieri a Roma il primo "congresso" delle sardine, coi 150 promotori delle piazze antisalvini che si pongono un obiettivo: "Un italiano su quattro".

Sono stati circa 150 i promotori delle iniziative locali di piazza che ieri si sono "conosciuti" alla prima riunione nazionale di Roma. Un primo "contatto fisico" tra i delegati, che sinora avevano comunicato solo sui canali virtuali, ma anche il primo congresso per un movimento che di nuovo ha portato nelle piazze quel popolo del centrosinistra, che da tempo non riconosce una rappresentanza politica. Un congresso che ha posto dei primi obiettivi minimi, anche se sono ancora tanti i nodi da sciogliere. 

Ampliare il consenso al 25% degli italiani e tornare al più presto in piazza, "questo è l'obiettivo di questa riunione in cui ci siamo conosciuti", ha detto Mattia Santori al termine della riunione nazionale. 

"Il nostro prossimo passo è tornare sui territori. Con iniziative che saranno realizzate in tutte le regioni d’Italia, liberando la creatività, valorizzando l’arte, favorendo l’interazione fisica fra i corpi". Scrivono a conclusione della riunione nazionale sulla loro pagina "6000 Sardine".

Si annunciano decine di iniziative a partire da gennaio. In particolare "sarà dedicata una particolare attenzione alle prossime elezioni in Calabria e, soprattutto, in Emilia Romagna, dove è nato il fenomeno sociale delle Sardine". Attenzione anche "alle periferie, a piccole città e province. Uno degli obiettivi fino a fine gennaio sarà raggiungere il più possibile territori che, spesso perché in difficoltà, si sono rivelati più vulnerabili ai toni populisti". 

Tuttavia non è ancora stato definito il nodo della politicizzazione del movimento, ovvero se le sardine diventeranno un partito politico o resteranno un movimento di piazza. "Puntiamo a trovare un dialogo con la politica, non siamo ancora pronti a trovare né i punti del dialogo né un interlocutore del dialogo", spiega Santori. Per il momento dunque "non ci saranno partiti e non ci saranno liste civiche in Emilia Romagna. Appoggeremo le liste di sinistra" dice Grazia De Sario, del movimento Sardine di Barletta.

Il manifesto delle sardine

Intanto si pone un obiettivo comune, che è quello di combattere  "le forme di comunicazione politica aggressive, che strizzano l’occhio alla violenza, verbale o fisica, online o offline".

Un elenco di punti compone una sorta di manifesto politico che le sardine si sono date durante il congresso: 

  • Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece che fare campagna elettorale permanente.
  • Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente su canali istituzionali.
  • Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network.
  • Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini il più possibile alla verità.
  • Pretendiamo che la violenza, in ogni sua forma, venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica.
  • Chiediamo alla politica di rivedere il concetto di sicurezza, e per questo di abrogare i decreti sicurezza attualmente vigenti. C’è bisogno di leggi che non mettano al centro la paura, ma il desiderio di costruire una società inclusiva, che vedano la diversità come ricchezza e non come minaccia.

L'incontro in un luogo simbolico

La riunione a porte chiuse si è tenuta nello Spin Time Labs, un centro sociale a due passi da Piazza San Giovanni, dove alloggiano circa 150 famiglie. Lo stabile di in via di Santa Croce in Gerusalemme 55, è lo stesso palazzo dove il 12 maggio scorso il cardinale Krajewski, elemosiniere del Papa, si calò nella centralina elettrica per togliere i sigilli e ripristinare la corrente alle circa 450 persone che alloggiano nell'edificio occupato, a cui era stata staccata la luce per un debito di 300 mila euro.

All'ingresso dell'auditorium in cui si è tenuto il congresso si legge uno striscione recante la scritta "viva le sardine, abbasso gli sgombri. 

Lo scorso sabato le sardine di tutta Italia si erano dati appuntamento a Roma per "riprendersi" piazza S. Giovanni, dopo la manifestazione del centrodestra avvenuta lo scorso ottobre. 

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