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Leucemia, Mihajlovic commuove in conferenza stampa: “donate il midollo e salvate vite”

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Come un calcio di punizione poteva essere di ‘commovente’ bellezza ai suoi tempi, così lo può essere oggi una sua conferenza stampa pre-partita.

Sinisa Mihajlovic è apparso in conferenza stampa al Dall’Ara prima della partita Bologna-Atalanta, per altro poi vinta dalla sua squadra. Lo spettacolo tuttavia, ancora prima che in campo, è stato proprio lui nella stanza con i giornalisti. Uno per testata, sarebbero potuti essere molti di più ma è stato lo stesso campione e allenatore a spiegare di non poter stare a lungo in ambienti chiusi con troppe persone per via della sua malattia. Leucemia, qualcosa che non scherza, e Sinisa ne parla apertamente, con coraggio, ma anche emozionando ed emozionandosi egli stesso.

Il campione, che si è presentato con un berretto rosso per coprire la calvizie, anch’essa correlata alla malattia, ha raccontato sé stesso per la prima volta dopo il trapianto di midollo osseo. Una conferenza nata anche per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della ricerca, della donazione del midollo osseo e delle scienze mediche. E Sinisa, per chi volesse vedere l’intervista completa la troverà linkata qui di seguito, a sensibilizzare ci è riuscito benissimo.

Ringraziamenti per i medici, per l’anonimo donatore che avrebbe voluto ringraziare personalmente, “ma non si può” ha detto, per i giocatori che si sono presentati a salutarlo, che pure scherzando ha rimproverato dicendo che “le trovano tutte pur di non allenarsi”, ma sopratutto ringraziamenti per la famiglia e la moglie che gli sono stati così vicini in un momento tanto duro.

“E' stato un incubo. Voglio dire agli altri pazienti che non si devono sentire meno forti se non affrontano la malattia come ho fatto io, non si devono vergognare e non devono mai perdere la voglia di vivere. E' una malattia bastarda, ci vuole pazienza. Prendo 19 pastiglie al giorno, sono dimagrito tanto, 13 chili la prima volta, ma pian piano riprenderò la forza. Non sono ancora alla fine, anche se per me lo è, perché sono fuori da quell'ospedale. Oggi do importanza alle piccole cose di cui prima non mi accorgevo”.

Ma il messaggio principale della conferenza, voluta a fianco dell’AIL, associazione italiana per la lotta alla leucemia, linfomi e mielomi, è stato per la ricerca e per sensibilizzare alla donazione del midollo osseo, unica cura al momento per i casi come il suo.

“La prevenzione è fondamentale, tenetevi controllati perché è fondamentale", ha detto Sinisa, "In Italia non si dona abbastanza. Siamo indietro rispetto a paesi come quelli del nord, gli Stati Uniti e la Germania. Il trapianto di midollo salva vite, quindi donate: io purtroppo non posso più. E chiedo a tutti di schierarvi dalla parte della ricerca. Donate".
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