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I nuovi sensori magnetici aiuteranno i veicoli spaziali

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L’introduzione di sensori a induzione senza contatto permetterà di aumentare notevolmente la precisione delle misurazioni nei rilievi balistici sia in aria che in ambienti solidi e liquidi.

Gli scienziati dell’Università nazionale di ricerca nucleare MIFI (NIJaU MIFI) hanno creato un nuovo sistema di sensori senza contatto per lo studio dei processi ultrarapidi, applicabile alle ricerche aerospaziali e alla criminalistica. I risultati di questo lavoro sono pubblicati sulla rivista "Journal of Applied Mechanics and Technical Physics".

Secondo i progettisti, l’introduzione di sensori a induzione senza contatto, in luogo di quelli a contatto tradizionali, permetterà di aumentare notevolmente la precisione delle misurazioni nei rilievi balistici sia in aria che in ambienti solidi e liquidi.

Studiando la possibilità di scoprire particelle ipersoniche e di definirle cronograficamente con l’aiuto di sensori a magnete costante, abbiamo proposto un metodo di determinazione della velocità media delle particelle stesse e anche un metodo di attivazione di un apparecchio di registrazione per la loro individuazione ottica senza contatto, ha detto il professor Sergej Gerasimov, titolare della cattedra di costruzioni di strumenti speciali della facoltà fisico-tecnica di Sarov dell’Istituto NIJaU MIFI.

Il nuovo sistema è mobile e, secondo quanto dichiarato dagli autori della ricerca, può essere utilizzato sia nelle perizie criminalistiche e giudiziarie che nello sviluppo di mezzi di protezione delle tecnologie aerospaziali dallo scontro con la spazzatura spaziale e i frammenti di meteoriti.

Gli scienziati hanno spiegato che i sensori reagiscono ai cambiamenti di energia del campo magnetico e alla velocità del flusso magnetico, e che il vantaggio di questo nuovo tipo di congegno risiede nelle sue notevoli sensibilità, semplicità e resistenza. Il funzionamento di questo sensore non richiede una sorgente di alimentazione.

In futuro, sulla base dei risultati attuali contiamo di creare ancora nuovi tipi di sensori, così come mezzi di avviamento di apparati radiografici a impulso che registrino la formazione di schegge ipersoniche e la loro interazione con gli schermi di riparo durante le simulazioni di protezione delle attrezzature aerospaziali, ha detto il co-autore della ricerca Aleksej Zubankov.

Il gruppo di ricercatori ha in progetto di iniziare a sviluppare dei modi per combinare insieme i sensori a induzione senza contatto e i circuiti fotoelettronici di registrazione, per perfezionare così i metodi di misurazione durante l’effettuazione di test complessi e costosi.

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