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Genocidio dei nativi americani, Erdogan minaccia il riconoscimento da parte della Turchia

© Sputnik . Ramil Sitdikov Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan - Sputnik Italia
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La scorsa settimana il Senato USA ha approvato una risoluzione per il riconoscimento del genocidio armeno.

Il presidente turco ha avvertito gli Stati Uniti d'America che il governo di Ankara potrebbe approvare una mozione per il riconoscimento delle stragi di massa perpetrate ai danni dei nativi americani durante il periodo coloniale, dopo che la stessa etichetta è stata applicata ai crimini compiuti dall'Impero Ottomano nei confronti degli armeni durante la Prima guerra mondiale.

"Dovremmo mostrare la nostra contrarietà replicando decisioni come la vostra in Parlamento, ed è quello che faremo - ha spiegato Erdogan, riferendosi al voto di giovedì scorso al Senato di Washington - Si può parlare degli Stati Uniti senza menzionare gli indiani? E' un momento vergognoso della storia americana". 

Lo scorso giovedì il Senato americano ha adottato una risoluzione sulla necessità di riconoscere e ricordare ufficialmente il genocidio degli armeni, invitando al contempo le autorità statunitensi a prevenire la sua negazione o quella di altri crimini contro l'umanità.

Il giorno successivo il ministero degli Esteri turco ha convocato l'ambasciatore degli Stati Uniti nel paese per chiedere spiegazioni in merito alla recente decisione del Senato americano di riconoscere il genocidio armeno.

Il riconoscimento del genocidio armeno è un ostacolo nelle relazioni della Turchia con diversi Paesi, tra cui l'Italia e gli Stati Uniti, in cui una risoluzione analoga è stata adottata in ottobre dalla stragrande maggioranza della Camera dei Rappresentanti. La risoluzione è stata introdotta al Congresso a seguito del forte peggioramento delle relazioni di Washington con Ankara per l'operazione militare della Turchia in Siria.

Il genocidio dei nativi americani

Si ritiene che tra i 55 e i 100 milioni di nativi morirono a causa dei colonizzatori tra la fine del XV e la fine del XIX secolo come conseguenza di guerre di conquista, perdita del loro ambiente, cambio dello stile di vita e soprattutto malattie contro cui i popoli nativi non avevano difese immunitarie, mentre molti furono oggetto di deliberato sterminio poiché considerati barbari. 

Secondo lo studioso Russel Thornton, uno dei massimi esperti in materia negli USA, nel solo nord America un totale di 18 milioni di persone fu sterminato per motivi legati alla discriminazione razziale, etnica e culturale, proprio come nel caso dell'olocausto degli ebrei perpetrato dal regime nazista.

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