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URSS costruì carro armato per la Terza guerra mondiale, ma ebbe poco successo

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La guerra nucleare nell’immaginario contemporaneo si configura sempre più spesso come un brevissimo scambio reciproco di missili che distruggono città, condannano buona parte dell’umanità a una morte istantanea e inducono i superstiti a vivere in condizioni assimilabili alla barbarie.

Per questo, l’espressione stessa “carro armato per la guerra nucleare” può suonare assurda tanto quanto può esserlo il tentativo di Indiana Jones di salvarsi da un’esplosione nucleare nascondendosi in un frigorifero.

Ma le cose non sono sempre state come sono oggi. Di recente The National Interest ha raccontato ai propri lettori del tentativo operato dall’URSS di creare un carro armato di questo genere e l’ha definita un’idea di poco successo. Proviamo a capirne di più.

Dopo la Seconda guerra mondiale si pensava già a una Terza

Con la comparsa delle armi nucleari si parlò molto del ruolo che avrebbero svolto le truppe tradizionali in un futuro conflitto. Verso la metà degli anni ’50 la principale arma nucleare erano le tradizionali bombe nucleari. Gli studi sui missili dotati di testate nucleari erano appena cominciati. Di conseguenza, le opinioni circa un potenziale conflitto che vedeva l’impiego di bombe atomiche poco si discostavano dall’esperienza acquisita durante la Seconda guerra mondiale. Tale esperienza prevedeva la partecipazione in massa delle truppe di fanteria al futuro conflitto e, in particolare, il coinvolgimento di mezzi trasporto truppe e carri armati che avrebbero dato supporto all’aviazione e all’artiglieria.

Gli addestramenti condotti in quel periodo con esplosioni nucleari confermarono la possibilità di condurre operazioni militari su territori contaminati in seguito a esplosioni nucleari. Chiaramente a fronte di protezioni ulteriori da garantire a persone e mezzi implicati in tali operazioni.

Gli Stalin contro la NATO

Nel caso in cui fosse scoppiata una nuova “grande guerra” in Europa si prevedeva che proprio i carri armati sovietici sarebbero stati la principale forza d’assalto, impossibile da fermare persino con una serie di esplosioni nucleari. Facilmente manovrabili, protetti dalle radiazioni, blindati, ben equipaggiati e coperti dall’aviazione d’assalto e dai caccia: questi mezzi avrebbero dovuto fare breccia nella difesa della NATO e arrivare fino alla Manica nel giro di pochi giorni.

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Inoltre, su iniziativa del maresciallo sovietico Georgy Zhukov all’inizio degli anni ’50 cominciarono a formarsi divisioni di carri armati pesanti che disponevano dei carri armati più completi per l’epoca, gli Stalin. Il dispiegamento delle divisioni di carri armati pesanti cominciò in seno al Gruppo di forze sovietiche in Germania. Proprio questo reparto dovette fare breccia nelle linee di difesa frontaliera della NATO in Germania Ovest e in seguito a una serie di esplosioni nucleari liberare la strada a decine di carri armati regolari e truppe.

Sistema di condizionamento contro la polvere radioattiva

Per condurre una guerra nucleare con l’ausilio dei carri armati, questi dovevano essere più che perfetti. Dovevano essere dotati di capacità antinucleari ulteriori, ossia di un sistema di protezione apposito che permettesse non solo di diminuire l’impatto delle radiazioni sull’equipaggio, ma anche di impiegare i mezzi nei territori contaminati. Inoltre, i carri armati dovevano essere dotati di una blindatura più spessa con un rivestimento apposito, un sistema di condizionamento dell’aria in grado di evitare l’ingresso nel mezzo della polvere radioattiva. In sostanza, il mezzo doveva essere ermetico.

A metà degli anni ’50 l’Agenzia mezzi blindati del Ministero sovietico della Difesa formulò i requisiti fondamentali per il carro armato d’assalto che si prevedeva di mettere a punto in previsione delle operazioni militari con l’impiego di armi nucleari. Il nuovo carro armato doveva pesare circa 50-60 tonnellate ed essere equipaggiato con un cannone da 130 mm, il più potente all’epoca, in grado di sparare in moto. Si prevedeva che il nuovo carro armato pesante selezionato dalla gara d’appalto avrebbe sostituito i vari modelli di Stalin che all’epoca erano in servizio in diverse divisioni.

Alla gara d’appalto parteciparono due società. Tutti i modelli di carro erano basati sui prototipi di mezzi già esistenti. Tutti ad eccezione dell’Obyekt 279. Nel 1957 furono avviati i lavori su questo progetto “innovativo”, come direbbero oggi.

Obyekt 279: fattibile, ma caro

La costruzione dell’Obyekt 279 fu davvero rivoluzionaria. La struttura portante del carro armato aveva un’insolita forma lenticolare e lo spessore della sua blindatura arrivava fino a 200 mm: si riteneva che l’unione di queste caratteristiche assicurasse l’impenetrabilità del carro da qualsivoglia attacco al lato anteriore e laterale inferto da quasi tutti i più moderni cannoni anticarro. La torretta semisferica aveva una blindatura dello spessore di 300 mm. All’interno della torretta era collocato il potentissimo cannone M-65 abbinato a una mitragliatrice da 14,5 mm. La munizione sparata dal cannone raggiungeva i 1000 m/s. A tal proposito si osservi che lo stesso cannone era installato anche su tutti i mezzi concorrenti di Obyekt 279: infatti, al tempo si riteneva che quello fosse il cannone che tutti i carri armati sovietici del futuro dovessero avere.

L’equipaggio del carro armato comprendeva 4 soggetti: comandante, pilota, mitragliere e caricatore. Si riusciva a garantire una velocità di tiro in fase di combattimento pari a 5-7 colpi al minuto. Il carro armato era dotato delle strumentazioni più moderne per il tempo con un mirino infrarosso notturno e un sistema semiautomatico di puntamento.

Il carro armato aveva quattro serie di cingoli, il primo nel suo genere in URSS. Un mezzo del genere era difficile da gestire: vantava sì capacità fuoristrada ottime, ma queste andavano a discapito del costo di produzione, della difficoltà di manutenzione e della scarsa manovrabilità sui terreni fangosi.

Questo mezzo pesante necessitava di un motore potente: un motore diesel da 1000 cavalli garantiva una velocità su strada fino a 50-55 km/h, in linea con i requisiti del Ministero della Difesa.

Innovazione deludente

Nel 1959 si tennero i test del nuovo carro armato i quali, da un alto, dimostrarono che il mezzo aveva prestazioni interessanti e, dall’altro, evidenziarono problemi piuttosto gravi. In primo luogo, il carro armato si rivelò costoso e complesso da gestire. In secondo luogo, fu chiaro che la manutenzione di un carro del genere sarebbe stata estremamente difficile per le truppe: sostituire i cingoli interni sul campo fu molto complicato. In terzo luogo, come già detto, si manifestarono problemi a livello di manovrabilità. In quarto luogo, con la comparsa dei sistemi missilistici anticarro la blindatura dell’Obyekt 279 non era più garanzia assoluta di protezione di un obiettivo così voluminoso.

Khrushev amava i missili

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Inoltre, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 durante il segretariato generale del Partito di Nikita Khrushev prese il sopravvento una nuova tendenza a livello di tattica bellica: infatti, l’arma principale ora erano i missili i quali dovevano fare breccia nella prima linea difensiva della NATO per facilitare l’avanzata delle truppe e dei carri armati. I traguardi raggiunti nella elaborazione di sistemi missilistici mobili 9K72 Elbrus (anche noti come SCUD) e il trasferimento delle brigate missilistiche dotate di tali sistemi alle divisioni dei carri armati resero i carri pesanti inutili qualora intesi come mezzo necessario di sfondamento. Successivamente nella tattica bellica si introdusse l’idea di “carro armato principale”, ossia un unico mezzo cingolato che avrebbe costituito la base fondante delle divisioni di carri armati in seno all’esercito sovietico. Tale idea non fu però mai realizzata in Unione sovietica ma svolse un ruolo importante nel porre fine alle ricerche volte all’elaborazione di carri pesanti.

Mezzo da gioco in World of tanks

Il mega carro armato sovietico, Obyekt 279, includeva alcune soluzioni tecniche originali che purtroppo si rivelarono poco efficaci a livello pratico. Proprio per questo, è possibile provare in azione questo carro solamente nel gioco World of tanks.

I carri armati successivi non si sono rifatti ad alcuna delle caratteristiche principali di Obyekt 279. Sono andati oltre: una blindatura composita invece di quella in blocco unico, motori turbogas invece che diesel, cannoni ad anima liscia invece che a canna rigata. Ciononostante l’esperienza acquisita nella ideazione di un “carro armato per la guerra nucleare” contribuì chiaramente allo sviluppo di tecnologie nell’ambito della lavorazione dei materiali e della produzione di complessi componenti meccanici. Ma questo è forse l’unico apporto di questo mezzo.

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