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La sonda Juno scopre 7 cicloni giganteschi su Giove

© AP Photo / NASA, ESA, and A. Simon (GSFC) Il pianeta Giove
Il pianeta Giove - Sputnik Italia
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Numerosi cicloni si sono formati nella zona attorno al Polo Sud di Giove. Queste perturbazioni, sette in totale, sono stati fotografati dallo strumento italiano Jiram durante la missione Juno. A diffondere la notizia è stata la NASA il 12 dicembre, anche se i primi dati risalgono agli inizi di novembre.

La scoperta della grande tempesta gioviana è avvenuta il 3 novembre, durante l'ultima raccolta dati di Giove da parte della sonda Juno della Nasa. Durante il passaggio della sonda, la navicella spaziale a energia solare ha raccolto dati scientifici sul gigante gassoso, raggiungendo appena le 2.175 miglia (3.500 chilometri) sopra le sue cime nuvolose, e scoprendo i primi 6 cicloni. Ciò è avvenuto grazie all'uso dello strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) di creazione italiana. 

"Con ogni passaggio (di Juno, ndr), i dati hanno rafforzato l'idea che cinque tempeste giravano all'interno di un modello pentagonale intorno ad una tempesta centrale al Polo Sud e che il sistema sembrava stabile. Nessuna delle sei tempeste ha mostrato segni di cedimento per permettere ad altri cicloni di unirsi. Sembrava quasi che i cicloni polari facessero parte di un club privato che sembrava resistere ai nuovi membri", ha detto Scott Bolton, l'investigatore principale di Juno, del Southwest Research Institute di San Antonio.

Dopo il 22esimo passaggio, la sonda ha scoperto un ultimo ciclone più piccolo raggiungere gli altri. "I dati dello strumento Jiram indicano che siamo passati da un pentagono di cicloni a una disposizione esagonale", ha osservato l'astrofisico Alessandro Mura, dell'Inaf. Il nuovo arrivato, prosegue, "è più piccolo rispetto ai suoi sei 'fratelli'": ha le dimensioni del Texas, a differenza dei più grandi che hanno le dimensioni più grandi degli interi Stati Uniti.

​La sonda Juno, che esplora il Giove dal 2015, aiuterà a trovare le risposte alle domande sorte nel corso delle osservazioni delle viscere sotto la Grande Macchia Rossa e altre vaste tempeste. Una volta ogni due mesi la sonda della NASA si avvicina al Pianeta e, sorvolando gli strati superiori della sua atmosfera a breve distanza, raccoglie dati sul campo magnetico e scatta le immagini di tempeste, nuvole e accumuli del gas.

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