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Iraq, trovata fossa comune dell'ISIS con 643 persone scomparse nel 2015

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Nel 2017 Amnesty International aveva lanciato un appello riguardo la scomparsa dello stesso numero di persone durante il periodo di occupazione del territorio iracheno da parte dello Stato Islamico.

Una fossa comune contenente i corpi di 643 civili è stata individuata nei pressi della città irachena di Falluja, nella provincia di Anbar, in Iraq.

A renderlo noto è il canale al-Arabiya, che riprende una notizia rilanciata dal quotidiano locale The Baghdad Post.

La fossa era stata scavata nel 2016, quando nella regione regnavano incontrastate le milizie dello Stato Islamico, formatosi ufficialmente nel 2014.

Le autorità locali sono convinte che i corpi ritrovati siano quelli dei membri una tribù locale che allora erano scomparsi senza lasciare traccia, come confermato anche da un appello lanciato all'epoca da Amnesty International.

Tra le varie vittime, sono stati ritrovati anche i corpi di diversi bambini, che sono stati brutalmente massacrati dagli islamisti.

L'ISIS

Nell'estate del 2014 gli estremisti dell'ISIS occuparono un terzo del territorio iracheno, strappando la seconda città del Paese Mosul, proclamandola capitale del califfato.

Dal 2015 una campagna militare sostenuta dalla coalizione internazionale ha portato alla liberazione della maggior parte dei territori sotto il controllo dello Stato Islamico, fino all'annuncio della sua sconfitta definitiva, avvenuto nel dicembre del 2017.

Il 27 ottobre 2019, invece, in seguito ad un raid delle forze speciali americane è stato eliminato il califfo Abu Bakr al-Baghdadi.

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