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Traffico rifiuti verso la Cina. Perquisizioni e sequestri in tutta Italia

© AFP 2021 / Issouf SanogoRifiuti
Rifiuti - Sputnik Italia
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Vasta operazione contro i rifiuti illeciti destinati alla Cina. Sequestrati 10mila tonnellate di plastica del valore di 2.8 milioni di euro. Denunciati 33 rappresentanti legali in tutta Italia.

Eseguita una vasta operazione contro il traffico illecito di rifiuti diretti verso la Cina. A condurre le perquisizioni in tutta Italia e i sequestri di rifiuti, il Nucleo operativo ecologico (Noe) di Bologna, coordinato dal Comando Carabinieri per la tutela dell’ambiente. Le indagini sono state delegate dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della repubblica di Bologna.

Denunciati i rappresentanti legali delle 33 aziende di smaltimento rifiuti perquisite, per aver organizzato una attività rilevante “finalizzata al traffico illecito di rifiuti plastici dall’Italia verso la Cina”.

L’operazione prima del suo genere in Italia, s’inserisce nella crisi di sistema generata dal bando all’importazione di rifiuti plastici che la Cina ha istituito dal 2018. La Cina, infatti, importava il 70% della plastica proveniente dall’Unione Europea in particolare.

La situazione ha così portato allo stoccaggio fuori norma di grandi quantitativi di plastica che non trovano più una collocazione alternativa.

Il Noe ha certificato l’esportazione di almeno 10mila tonnellate di rifiuti plastici, per un fatturato complessivo stimato in oltre 2,8 milioni di euro.

Video del sequestro

Di seguito il video mostra le attività del Noe mentre effettua il sequestro dei rifiuti plastici destinati in Cina. La plastica viaggiava via nave.


Indagini partire su segnalazione dell’Agenzia delle dogane di Parma

L’indagine è partita nel 2018, a seguito di una segnalazione dell’Agenzia delle dogane di Parma di alcune anomalie.

Il Noe di Bologna, tra i mesi di febbraio e marzo 2018, aveva condotto alcuni accertamenti mirati, nei confronti delle società Starplastick srl e Ghirardi, entrambe di Parma.

Le due società, sprovviste della licenza di esportazione prevista alle autorità cinesi, si erano affidate a un intermediario bolognese – Ecolsun Commerciale srl – che era invece in possesso dell’autorizzazione a esportare rifiuti.

La Ecolsun, che esporta verso la cittadina cinese di Sun Yuefen, tra il 2016 e il 2017 ha favorito l’esportazione di enormi quantità di rifiuti plastici di ogni genere, provenienti da impianti italiani e diretti ad aziende cinesi, che si occupavano poi di recuperare la plastica.

Le indagini hanno rilevato che spesso, però, i rifiuti si perdevano al loro arrivo in Cina e non si conoscono quindi gli effettivi impianti di destinazione.

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