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Mes, Senato approva mozione maggioranza con 164 sì

© AFP 2021 / Andreas SolaroIl parlamento italiano
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Il Senato e la Camera hanno approvato la risoluzione della maggioranza sul Mes. A Palazzo Madama 164 voti favorevoli, 122 contrari.

Dopo il sì di Montecitorio alla risoluzione unitaria della maggioranza giallo-rossa sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio d'Europa, in serata è arrivato il via libera anche da Palazzo Madama.

Al Senato, sotto i riflettori per via di alcune defezioni annunciate in mattinata da alcuni esponenti pentastellati, la risoluzione è passata con 164 voti favorevoli, 122 contrari e 2 astensioni. A Montecitorio il testo è stato approvato con 291 voti a favore, e 222 contrari.

Mentre entrava nell'Aula del Senato, il presidente del Consiglio Conte aveva mostrato sicurezza, dichiarando di "non essere preoccupato" dei numeri al Senato sulla risoluzione sul Mes in virtù della presa di posizione di alcuni senatori pentastellati della maggioranza. 

L'intervento di Salvini

"Noi non abbiamo progetti per far uscire l'Italia dall'euro e dall'Europa ma semplicemente vogliamo difendere il lavoro e il risparmio degli italiani", ha detto il leader leghista Matteo Salvini nel corso della dichiarazione di voto, rispondendo a quanto insinuato in mattinata dal premier Conte alla Camera, dove aveva invitato chi vuole uscire dall'euro ad uscire allo scoperto.

Poi Salvini ha indicato i veri nemici dell'Europa.

"Io penso che i veri nemici dell'Europa sono gli euro-ottusi che ritengono che qualsiasi cosa arrivi da Bruxelles vada firmata. La salveremo noi l'Europa".

Ha poi letto l'elenco dei 32 professori universitari che hanno firmato l'appello anti-Me e concluso l'intervento con un attacco al Movimento Cinque Stelle: "nel programma elettorale del M5s si legge testualmente, e io condivido, che 'il M5s si impegnerà allo smantellamento del Mes'. Io non ho cambiato idea, viva la coerenza".

Movimento Cinque Stelle spaccato

Quattro senatori pentastellati, Grassi, Urraro, Lucidi e Paragone, hanno votato in contrasto con la linea del MoVimento, scatenando la bagarre in Aula con le dure proteste dei loro colleghi.

"La mia dichiarazione di dissenso non è prodromica all'uscita dal gruppo", ha detto il senatore M5s Gianluigi Paragone durante la sua dichiarazione di voto.

"Questa Europa con le sue politiche ci impedisce di crescere. Come pensiamo di salvare i lavoratori, i posti di lavoro? Con gli spiccioli che ci lascia l'Europa? Io dico No a questa risoluzione".

Da notare che il premier Conte ha lasciato Palazzo Madama prima del voto.

L'intervento di Conte alla Camera

"Il governo italiano intende promuovere, in seno al Consiglio Europeo, una maggiore coesione fra i leader europei. Non è, questo, nella famiglia europea il tempo per dividersi o per lasciarsi dividere", ha affermato Conte.

"L'Italia non ha nulla da temere anche perché il suo debito è pienamente sostenibile, come dimostrano le valutazioni delle principali istituzioni internazionali, inclusa la Commissione, e come confermano i mercati". 

Il premier Conte durante il punto stampa del 19 ottobre a Perugia - Sputnik Italia
Mes, Conte in aula: "Ue è una famiglia, ma non firmiamo finché non ci sarà un quadro chiaro"
Conte ha garantito che la riforma del Mes non introduce modifiche sostanziali e il ruolo fondamentale nelle analisi macroeconomiche dei Paesi membri della Ue resta alla Commissione Europea.

"La revisione del trattato sul Mes non apporta modifiche sostanziali al trattato già esistente e non introduce, ed è nostra ferma intenzione che questo non accada, alcun automatismo nella ristrutturazione del debito di uno Stato, ma lascia alla Commissione europea il fondamentale ruolo di valutarne la sostenibilità e di assicurare la coerenza complessiva delle analisi macroeconomiche effettuate sui Paesi membri".

Conte ha poi sfidato i sostenitori dell'uscita dall'euro ad uscire allo scoperto.

"Bisogna stare attenti a insinuare dubbi e paure nei cittadini italiani, tanto più che quantomeno alcune delle posizioni che si sono delineate nel corso del dibattito pubblico hanno disvelato il malcelato auspicio di portare il nostro Paese fuori dall'euro-zona o, addirittura, dall'Unione europea. Se questo è l'obiettivo allora converrebbe chiarirlo in modo esplicito, affinché il dibattito pubblico sia trasparente e i cittadini italiani possano essere informati di tutte le implicazioni che tali posizioni portano con sé", dice Conte.

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