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Il guru social di Renzi prende le distanze dalla "Bestia" di Salvini

© Sputnik . Natalia SeliverstovaFacebook
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In un post su Facebook Alessio De Giorgi sottolinea le "differenze di valori" nell'uso dei social network dei due Matteo, che pur pensandola diversamente su quasi tutto, entrambi ricorrono ai social network per comunicare le loro idee.
"No. La Bestia no. Chiamateci come più vi aggrada, ma la Bestia no".

Esordisce con queste parole nel suo post su Facebook Alessio De Giorgi, il direttore della macchina comunicativa social del leader di Italia Viva Matteo Renzi, dopo il paragone di oggi sui giornali con la "Bestia" di Matteo Salvini.

Perchè questa differenza?

"Perchéci guida un sistema valoriale ben diverso da quello di Salvini: un sistema molto solido, che magari non tutti condividete ma che non è certo dettato dai likes".

De Giorgi accusa implicitamente lo staff di Salvini di usare troll e account fittizi.

"...non usiamo troll, ma i nostri sono soltanto utenti reali, che firmano con nome e cognome assumendosi la responsabilità di ciò che scrivono. Perché quantitativamente i volumi sono notevolmente diversi, anche per la motivazione precedente. Perché gli squadristi, quelli veri, noi li combattiamo da sempre".

"Certo siamo attrezzati e ci coordiniamo. Perché da sempre capiamo l'importanza di una presenza forte sulla comunicazione digitale. E certo, a dei singoli ogni tanto manca il freno a mano e, per quanto ci è possibile, cerchiamo di fermarli. Ma a me non verrebbe mai in testa di additare la comunità dei democratici quando qualcuno di loro dice una parola di troppo o fa qualcosa che non condivido: me la prenderei solamente con costui. Ed il fatto che le sue parole non vengano riprese da siti e pagine ufficiali o ufficiose dovrebbe dirla lunga su quanto si cerchino di isolare gli eccessi, quando e se capitano", prosegue il post.

Infine conclude ancora rimarcando la differenza con la Bestia del leader della Lega.

"No, non chiamateci Bestia. Siamo soltanto una comunità di utenti, militanti ed elettori. Chiamare 'Bestia' persone che in maniera volontaria danno il loro contributo ad un progetto politico, per quanto non lo si possa condividere, è semplicemente inappropriato. Dietro queste persone c'è una comunità di relazioni e amicizie che si regge su una sola variabile: la partecipazione".

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