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Med, Di Maio a Lavrov: "Per la Libia niente soluzione militare"

© Sputnik . Aleksandr Scherbak / Vai alla galleria fotograficaStretta di mano tra Di Maio e Lavrov
Stretta di mano tra Di Maio e Lavrov - Sputnik Italia
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"Preoccupati per il conflitto, ma per la Libia non può esistere una soluzione militare" ha detto Di Maio a Lavrov, individuando nella conferenza di Berlino il solco in cui costruire una road map per la pace.

Due ore di confronto tra i ministri degli Esteri italiano e russo, da cui emerge l'importanza della Russia per l'Italia come interlocutore fondamentale, ha dichiarato Luigi di Maio in conferenza stampa. 

Un confronto in cui si è discusso di una soluzione per la crisi libica, che Di Maio individua nella conferenza di Berlino, quale percorso fondamentale all'interno del quale trovare "una soluzione che possa portare ad un cessate il fuoco in Libia". Seduti al tavolo dei lavori per Berlino, ha aggiunto il ministro italiano, paesi come Tunisia, Marocco e Algeria, ma anche altri paesi che non parteciperanno alla conferenza ma che sono coinvolti nel processo di pacificazione. 

Di Maio ha espresso anche "preoccupazioni per quanto riguarda l'intensificarsi della guerra civile in Libia", specificando che "non esiste una soluzione militare per quello che sta avvenendo nel nord Africa". l problema della Libia a detta del ministro italiano, sono le troppe interferenze esterne, mentre "ogni iniziativa dovrebbe entrare nell'alveo della conferenza di Berlino, non perché c'è una presunzione di superiorità europea", per "non promuovere fughe in avanti", ha specificato Di Maio.

Sull'accordo tra Ankara e Tripoli sul confine marittimo, Di Maio "è un'accordo tutto da dimostrare", del tutto secondario rispetto al "processo che riguarda la conferenza di Berlino". Il lavoro che sta portando avanti l'Italia, ha dichiarato Di Maio, è quello di "sensibilizzare" gli interlocutori dell'area mediterranea, in primis la Russia, per "convincere chi ha influenze in Libia, a promuovere un cessate il fuoco".

"Il vero grande tema è che il conflitto non è solo tra le parti libiche ma vede troppe interferenze e quindi qualsiasi iniziativa bilaterale, a cui si assiste in queste ore, dovrebbe entrare sempre nell'alveo della conferenza di Berlino.

Non c'è in questo una presunzione di superiorità europea" ha precisato il ministro italiano, ma  "se tutti gli attori di quella conferenza, e anche chi non partecipa, sono tutti impegnati a lavorare su un punto d'intesa sul cessate il fuoco, è importante non promuovere fughe in avanti".

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