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Sardine da Fabio Fazio, l’Italia non rappresentata e le critiche sui social

© REUTERS / Guglielmo MangiapaneLe proteste di sardine
Le proteste di sardine - Sputnik Italia
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Il movimento delle sardine a Che tempo che fa di Fabio Fazio, si presenta come apartitico e senza la prospettiva di fondarne uno. Piovono critiche sui social.

I quattro ideatori del ‘Movimento delle sardine’ sono stati ospiti della trasmissione ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio, andata in onda domenica scorsa su Rai Uno.

Una chiacchierata tranquilla, come quella che avrebbe voluto con loro il premier Giuseppe Conte qualche giorno fa, ma che non c’è stata per “non influenzarli”.

Fazio ha intervistato Mattia Santori, il portavoce più che il leader degli ideatori delle sardine, il più giovane dei quattro e laureato in economia. Gli altri membri sono Giulia Trappoloni fisioterapista, Roberto Morotti ingegnere, Andrea Garreffa guida turistica.

Ciò che emerge è una Italia fatta di giovani preparati e non rappresentati, riflette Fazio, di giovani che non si sentono appartenere a un partito politico specifico e che non hanno mai avuto una tessera di partito in tasca, ma che tuttavia si sentono appartenere a una sfera politica più o meno definita che va sotto il nome di sinistra.

Ciò che viene a galla grazie all’intervista, è anche una presa di coscienza di una esigenza così condivisa da Nord a Sud dell’Italia, isole comprese, ma che i quattro non si aspettavano di tali proporzioni. Ecco, si può dire che si sentono colti di sorpresa e alla domanda di Fazio se mai penseranno di candidarsi in politica, Mattia fa capire che il loro intento non era tanto quello di creare un partito politico ma di presentare alla politica una esigenza non compresa e che accomuna decine di migliaia di giovani, e meno giovani, italiani in ogni parte d’Italia.

In sintesi, ci sono grosse fette di popolazione italiana, a sinistra, che non trovano negli attuali partiti una rappresentatività delle proprie esigenze di vita.

Opposti al populismo

Su un punto Mattia è risoluto, sull’opposizione al populismo e allo slogan “Prima gli italiani” che per lui non ha senso.

Da qui sono arrivati anche gli attacchi più feroci, le critiche volte a sminuire ciò che sta avvenendo e la bollatura dell’iniziativa come una mossa del Pd per ritrovare tra la gente quel consenso che negli ultimi anni ha perduto.

Le critiche sui social

Non sono mancate anche questa volta le critiche sui social. C’è chi equipara Mattia Santori al primo Luigi Di Maio, o chi considera le sardine “le SS del Pd”; altri lo considerano un esaltato.

Poi arrivano le critiche a Fabio Fazio circa le domande preparate per addolcire l’intervista e non mettere in difficoltà il giovane portavoce delle sardine.
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