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Pronti! (Ri) Partenza! Via al Forum del dialogo Italo-Russo 2.0

© Sputnik . Aleksey Druzhinin / Vai alla galleria fotograficaLa conferenza stampa congiunta di Putin e Conte a Roma
La conferenza stampa congiunta di Putin e Conte a Roma - Sputnik Italia
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Riparte dopo 5 anni di letargo il Forum del dialogo Italo Russo delle società civili. Riparte nell’accezione più ampia della sua definizione, un dialogo, che come illustra il nuovo logo realizzato da Fabio Genuizzi, lega il pensiero italiano e russo in una doppia elica, a ribadire il carattere quasi genetico dell’interazione fra i due popoli.

Nella prima conferenza stampa di presentazione, all'ambasciata italiana di Mosca, (la seconda è in programma a Roma tra una settimana) i copresidenti, Ernesto Ferlenghi e Vladimir Dmitriev, hanno illustrato il raggio d'azione del nuovo corso del Forum.

Multivettorialità, partecipazione, appartenenza: sono questi i punti cardine scelti per far ripartire un organo rimasto fermo troppo a lungo. Un lustro in cui è cambiata la congiuntura politica ed economica tra la Russia e l'Europa, prima ancora che l'Italia, ma si è intensificata l'importanza di stimolare il dialogo fra le varie componenti della società, come fatto senza soste da analoghi fora, quali quello russo-francese e russo-tedesco.

I temi sono molteplici, gli eventi già selezionati per l'anno venturo più di 50 nei due paesi. A Sputnik Italia Ernesto Ferlenghi, coopresidente del Forum per parte italiana, anticipa due eventi che spaziano tra attualità e storia e vedono in prima linea il mondo dei media e dell'impresa.

Informare gli italiani sulla Russia

Il programma completo degli eventi in calendario nel 2020 verrà presentato a breve, ma da lei apprendiamo che c'è la volontà di coinvolgere il mondo dei media, in particolare i giornalisti italiani e russi, come informare meglio il rispettivo pubblico. Da dove nasce questa idea?

L'edificio dell'ambasciata italiana a Mosca - Sputnik Italia
Svelato a Mosca il programma del rinato Forum Dialogo Italo Russo della Società Civile
Il 4 dicembre noi saremo a Roma all’ambasciata russa insieme a 200 rappresentanti del mondo politico commerciale, istituzionale, per raccontare quello che vogliamo fare, il nostro metodo di lavoro, i nostri obiettivi, le grandi idee che uniscono questi due grandi paesi e dare un’anteprima degli eventi del prossimo anno. L’idea di coinvolgere i media è arrivata parlando con il vice-presidente dell’Unione dei Giornalisti russi, ed è quella di coinvolgere il Forum di Dialogo Italo Russo in due importanti eventi che si terranno nel 2020 in Russia.

Di quali eventi si tratta?

Sono due eventi separati: uno a marzo 2020,a Mosca, in occasione dell’anniversario di fondazione dell’Unione dei Giornalisti russi ed uno a settembre a Sochi in occasione del Forum Mondiale della Stampa.

Due eventi che hanno un filo logico comune, cioè dire: vogliamo che i giornalisti russi ed i giornalisti italiani comincino a parlarsi direttamente. C’è un problema oggettivo che è la riduzione graduale del numero di corrispondenti delle testate italiane qui in Russia. Sostanzialmente vuol dire delegare un giornalista in Italia a scrivere di Russia dall’Italia, spesso riprendendo sostanzialmente gli articoli scritti in inglese. Questo a detta dei russi è un elemento di difficoltà nella comprensione delle dinamiche industriale, politica, economica russe.

Perciò occorre coinvolgere ed invitare a partecipare la più ampia platea, in rappresentanza di internet, carta stampata, televisione, radio. In Russia, il 90% dei giovani sotto i 25 anni non legge i quotidiani, non guarda la tv.

Informare significa favorire lo scambio, l’interazione, le sinergie.

Secondo lei questa piattaforma può raccogliere e rilanciare la sfida che unisce tutti i giornalisti, quella delle cosiddette "fake news" che schermano la reale percezione della situazione?

Assolutamente si. Mentre il mondo sembra diventare più complesso dal punto di vista delle relazioni, per via dei dazi, delle guerre commerciali, noi pensiamo che una capacità di comprensione, di maggiore condivisione sia una variabile fondamentale per il futuro delle relazioni che sono storiche, sono uniche e sono di grandissima amicizia fra i nostri due paesi. Bisogna andare oltre agli steccati che esistono, ad esempio proporre delle occasioni di convivenza attiva, pensare che dei giornalisti italiani visitino le regioni russe, cerchino di comprendere la società russa come vive, non solo a Mosca, provino a rappresentare una Russia che è quella che noi vediamo con i nostri occhi qui e che è quella che ci trasmettono anche i russi stessi. Questo approccio riguarda tutta la catena del valore: quella culturale, della società civile, religiosa.

Fiat e ENI - la storia non si può riscrivere, allora va riletta

L’attualità viaggia molto in fretta, spesso così in fretta che non si fa in tempo a coglierne il senso. La storia invece ci dà degli insegnamenti che nel mare di notizie a cui siamo sottoposti ogni giorno si perdono. Parliamo di Made With Italy come se fosse qualcosa di nuovo, ma il 2020 segna i 50 anni dal primo esempio di Made With Italy, l’apertura dello stabilimento Fiat a Togliatti. Come celebrerete questo anniversario?

Nelle nostre attività dedicheremo grande importanza alla pubblicazione dei testi di storia. E’ un elemento di grande forza, perché raccontiamo essenzialmente come 70 anni fa la Fiat sulla base di un tender impostato su un principio che oggi è molto attuale, quello della localizzazione, vinse la sfida con le piu grandi casi automobilistiche mondiali (Ford, Opel) per portare l’industria dell’auto in Unione Sovietica.

La Fiat vinse perché disse per la prima volta: “noi porteremo i disegni lì, localizzeremo la produzione lì, porteremo i nostri uomini li”. In quell’occasione fu fatto per la prima volta il primo vocabolario italo-russo. Queste sono le storie. Le storie di chi per primo arrivò qui. Come Enrico Mattei, il fondatore dell’Eni, arrivò qui 60 anni fa a firmare i primi contratti con oggetto gli idrocarburi, al fronte dei quali oggi l’Europa e l’Italia vedono garantite forniture stabili di energia. Questa è la storia e la storia non può essere riscritta ogni volta in maniera differente.
© Sputnik . archivioIl ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966
Il ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966 - Sputnik Italia
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Il ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966
© Sputnik . Sobolev / Vai alla galleria fotograficaI lavori di costruzione dello stabilimento automobilistico di Togliatti, aprile 1968
I lavori di costruzione dello stabilimento automobilistico di Togliatti, aprile 1968 - Sputnik Italia
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I lavori di costruzione dello stabilimento automobilistico di Togliatti, aprile 1968
© Sputnik . Yuriy Abramochkin / Vai alla galleria fotograficaLo stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti
Lo stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti - Sputnik Italia
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Lo stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti
© Sputnik . Lev Ivanov / Vai alla galleria fotograficaIl direttore generale della fabbrica VAZ di Togliatti, Viktor Polyakov, illustra il funzionamento dello stabilimento a Henry Ford II
Il direttore generale della fabbrica VAZ di Togliatti, Viktor Polyakov, illustra il funzionamento dello stabilimento a Henry Ford II - Sputnik Italia
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Il direttore generale della fabbrica VAZ di Togliatti, Viktor Polyakov, illustra il funzionamento dello stabilimento a Henry Ford II
© Sputnik . Yuriy Abramochkin / Vai alla galleria fotograficaAll'interno della catena di montaggio dello stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti, estate 1973
All'interno della catena di montaggio dello stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti, estate 1973 - Sputnik Italia
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All'interno della catena di montaggio dello stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti, estate 1973
© Sputnik . Yuriy Abramochkin / Vai alla galleria fotograficaOperai al lavoro nella linea di fabbricazione dello stabilimento VAZ di Togliatti
Operai al lavoro nella linea di fabbricazione dello stabilimento VAZ di Togliatti - Sputnik Italia
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Operai al lavoro nella linea di fabbricazione dello stabilimento VAZ di Togliatti
© Sputnik . Vsevolod Tarasevich / Vai alla galleria fotograficaDue operaie montano i fanali della VAZ-2101 "Zhiguli"
Due operaie montano i fanali della VAZ-2101 Zhiguli - Sputnik Italia
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Due operaie montano i fanali della VAZ-2101 "Zhiguli"
© Sputnik . Boris Prikhodko / Vai alla galleria fotograficaUna vettura VAZ-210 "Zhiguli" nelle strade dello stabilimento di Togliatti
Una vettura VAZ-210 Zhiguli nelle strade dello stabilimento di Togliatti - Sputnik Italia
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Una vettura VAZ-210 "Zhiguli" nelle strade dello stabilimento di Togliatti
© Sputnik . V. Vladimirov / Vai alla galleria fotograficaLa "Zhiguli" divenne l'auto della prima motorizzazione di massa in URSS
La Zhiguli divenne l'auto della prima motorizzazione di massa in URSS - Sputnik Italia
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La "Zhiguli" divenne l'auto della prima motorizzazione di massa in URSS
© Sputnik . Aleksandr Litvinenko / Vai alla galleria fotograficaUna Zhiguli in gara nella "Classica 300" del festival Moscow Classic 2019
Una Zhiguli in gara nella Classica 300 del festival Moscow Classic 2019 - Sputnik Italia
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Una Zhiguli in gara nella "Classica 300" del festival Moscow Classic 2019
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Il ministro del Commercio estero Nikolay Patolichev, a sinistra, ed il presidente della FIAT Giovanni Agnelli in un incontro del 1966
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I lavori di costruzione dello stabilimento automobilistico di Togliatti, aprile 1968
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Lo stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti
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Il direttore generale della fabbrica VAZ di Togliatti, Viktor Polyakov, illustra il funzionamento dello stabilimento a Henry Ford II
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All'interno della catena di montaggio dello stabilimento automobilistico VAZ di Togliatti, estate 1973
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Operai al lavoro nella linea di fabbricazione dello stabilimento VAZ di Togliatti
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Due operaie montano i fanali della VAZ-2101 "Zhiguli"
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Una vettura VAZ-210 "Zhiguli" nelle strade dello stabilimento di Togliatti
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La "Zhiguli" divenne l'auto della prima motorizzazione di massa in URSS
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Una Zhiguli in gara nella "Classica 300" del festival Moscow Classic 2019

Infine, lei ha voluto ribadire che il rilancio del Forum avverrà grazie all'apporto di tutti coloro i quali provano un'emozione nel vedere legati i nomi di Italia e Russia. A chi si rivolge?

Siamo qui a testimonianza di quanto forti siano le nostre relazioni, dobbiamo fare la nostra parte, ci impegneremo per raccontare la storia della gente comune. Anzi, rivolgo un appello: abbiamo bisogno che sia la gente a raccontarci le proprie testimonianze. Siamo aperti, dinamici, pronti a coinvolgere chi si farà avanti. Inviateci idee, opinioni, suggerimenti: abbiamo un nuovo logo, un nuovo sito ed una nuova pagina Facebook. Scriveteci, dateci idee, suggerimenti, commenti.

Che cos'è il Forum-Dialogo Italo-Russo della Società Civile

Il Forum-Dialogo è stato creato per iniziativa della Presidenza della Federazione Russa e della Presidenza del Consiglio italiana nel 2004, come una piattaforma di dialogo tra la società civile. Si tratta di un progetto a lungo termine finalizzato ad un ulteriore sviluppo delle relazioni tra la Russia e l’Italia. 

Dossier: le attività del fondo dal 2004 ad oggi

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