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Il paradosso dei giganti del web e nani fiscali in Italia

© AFP 2021 / Johannes EiseleGoogle
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Secondo un'indagine di R&S Mediobanca, i colossi americani Google e Apple hanno beneficiato di un risparmio fiscale in Italia di 11 miliardi e 25 miliardi di euro rispettivamente negli ultimi 5 anni.

Google, Apple, Amazon, Facebook, Microsoft: multinazionali del web con fatturati da capogiro in Italia e a livello globale, che grazie all'assenza di una "web tax" e a meccanismi di ottimizzazione fiscale hanno versato all'Erario italiano spiccioli: solo 64 milioni di euro è l'ammontare complessivo di 15 società informatiche analizzate da R&S Mediobanca, a cui si aggiungono i 12,5 milioni di Apple, non inclusa nel campione. Nel dettaglio Amazon ha pagato 6 milioni, Microsoft 16,5 milioni, Google 4,7 milioni, Oracle 3,2 milioni, Facebook 1,7 milioni, Uber 153mila euro e Alibaba 20mila euro. Le controllate attraverso le quali operano in Italia, quasi tutte domiciliate in Lombardia tra Milano e Monza, hanno registrato un fatturato che supera i 2,4 miliardi con 10mila occupati, segnala un report di R&S Mediobanca.

Il meccanismo utilizzato dalle aziende tecnologiche statunitensi per risparmiare sulle tasse è noto e risulta essere sempre lo stesso: riferendosi al caso italiano, spostano il fatturato delle controllate nel Belpaese verso Stati dove le aliquote fiscali sono basse.

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Nonostante la rilevanza del problema, in un periodo economico difficile per gran parte dei Paesi dove per tenere a posto i conti dello Stato spesso si ricorre a politiche economiche fiscali restrittive e all'austerity, i giganti del web e tecnologici statunitensi continuano imperterriti per la loro strada, facendo lo slalom tra le norme fiscali e sfruttando l'assenza di una legislazione fiscale chiara su questo tipo di business.

Queste società continuano a trovare più conveniente pagare centinaia di milioni in transazioni per spostare i loro ricavi miliardari verso paradisi fiscali o Paesi con agevolazioni  fiscali: Google nel 2017 ha speso 306 milioni di dollari in transazioni, Apple nel 2015 318 milioni €, Amazon nel 2017 100 milioni € e Facebook nel 2018 100 milioni €.

Analizzando nel dettaglio i risultati operativi di queste imprese, smuovono e guadagnano cifre enormi, la crisi che affligge le realtà industriali appare molto lontana.

Il loro fatturato è cresciuto nel 2018 a 850 miliardi di euro, con un aumento del 24,5% sul 2017 (e del 110% sul 2014), i loro utili sono stati registrati in crescita del 20,3% a 110 miliardi, portando a 413 miliardi il saldo dei profitti incassati tra il 2014 e il 2018, i dipendenti sono quasi raddoppiati (+91,6%) a quota 2 milioni in cinque anni, con la sola Amazon che, con i suoi 647 mila impiegati, ha determinato la metà di questo aumento. Tutto questo rappresentano i risultati impressionanti conseguiti dalle 25 multinazionali 'WebSoft' (web e software), analizzati da R&S Mediobanca.

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